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Non aver paura di sbagliare un calcio di rigore


Non aver paura di sbagliare un calcio di rigore
27/01/2011, 10:01

“Non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia”.
Cantava così Francesco De Gregori, autore della canzone “La leva calcistica del ‘68”. Una canzone che, mai come adesso, calza a pennello.
Chissà se la conosce il Pocho Lavezzi, che ieri sera ha sbagliato il rigore decisivo nella sfida di Coppa Italia con l’Inter. Sicuramente la conosce il pubblico di Napoli, che sembra aver perfettamente compreso la “morale” delle parole di De Gregori.
Nessuno, infatti, ha avuto il coraggio di giudicare male Lavezzi, anzi. L’errore decisivo di ieri sera, paradossalmente, non fa altro che rinforzare un rapporto d’amore incondizionato. O meglio, condizionato da quello che il Pocho ha seminato in questi anni.
L’attaccamento e, appunto, l’altruismo e la fantasia di Ezequiel non sono e non saranno mai messi in discussione. Da lì nasce la reazione dei tifosi, immediatamente pronti a “perdonare” il loro idolo. Nei momenti difficili, si sa, si ha più bisogno di affetto. E, in questo senso, i supporters azzurri sono stati impeccabili. Lavezzi ha ricevuto l’abbraccio ideale dei cinquantamila che erano al San Paolo. Un abbraccio caloroso, che il Pocho saprà ricompensare.
L’importante è che non abbia paura. Coraggio, Ezequiel, coraggio…

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di Pietroalessio di Majo
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