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IL CIUCCIO CHE VOLA

Non ci sono più i vampiri di una volta


Non ci sono più i vampiri di una volta
01/10/2010, 09:10

Il ciuccio al piccolo trotto arriva in Romania, abbastanza terrorizzato dall’incontro con i sanguinari vampiri rumeni, che in questo avvio di campionato si sono già mangiati due allenatori. Solo a leggere la formazione dello Steaua a Mazzarri tremano i polsi: tra i pali Cecatus, che molti considerano l’erede di Benji Price; in difesa quattro vampiri che succhiano i palloni dai piedi degli avversari Ciuncu, Paraliticu, Cacagliu e Mutu, preferito all’ultimo momento a Surdu; a centrocampo tre mastini terrificanti: Cancheabbaiu, Nonmordu e Bau; in attacco tre bomber rapidissimi: Stancu, Nunmefiru e Sfrantummatus.

Mazzarri, tuttavia, schiera una formazione che, almeno sulla carta, è all’altezza di quella rumena, con una difesa che vede per la prima volta insieme (e si spera anche l’ultima) Grava, M. Fantozzi e Santacroce, partito domenica in bici da Cesena e che ha preceduto i compagni di qualche giorno; a centrocampo Vitale, Yebda, Gargano e Maggio; in attacco Sosa, Zuniga e Cavani.

Inizia la partita, traversone innocuo di Ciuncu, deviazione al volo, con effetto a rientrare nella propria porta, di Mariangela Fantozzi: 0-1! Cecatus non crede ai propri occhi. Mutu emette un urlo di gioia, Cacagliu ci prova, ma nel mentre ci riesce la Steaua è già sul due a zero. Tiro sbagliato da 137 metri di Nunmefiru, con De Sanctis che si fa trovare fuori posizione, e precisamente in una sala cinematografica del centro di Bucarest a vedere il nuovo fil di Bram Stoker “Vlad IV, la zanzara sanguinaria”. Sono passati appena undici minuti. 2-0!

De Sanctis è attaccato dalle famose zanzare vampiro, che gli succhiano il sangue con la cannuccia fino a debilitarlo completamente. Infatti, l’ex portiere della nazionale neppure si accorge del terzo goal di Sfrantummatus, che giunge al quindicesimo minuto. E, per la verità, neppure Santacroce, si avvede del goal dell’attaccante che gli era stato affidato, perché in perfetta buona fede lo aveva lasciato da solo in area ed era andato insieme a Mariangela Fantozzi a visitare il Castello di Bran Bran, che fu residenza di Vlad III, meglio conosciuto come il conte Dracula. 3-0!!!!

Sugli spalti, gli ospitali rumeni, lanciano seggiolini ai tifosi napoletani.

Cavani, intanto comincia a soffrire di solitudine e fa amicizia con una hostess rumena a bordo campo, che pubblicizza succo di pomodoro.

La regia inquadra Mazzarri che ha la fronte insanguinata. I più pensano ad un morso di qualche vampiro o di qualche zanzara, ma in realtà, l’allenatore toscano aveva solo dato una capata nella panchina, facendo tremare tutto lo stadio.

Il tecnico del Napoli, nonostante fosse sempre stato contrario al turn-over, a Bucarest schiera addirittura otto riserve, ma visto l’andazzo, tenta di correre ai ripari togliendo gli altri tre titolari e ordina a Frustalupi di far scaldare Yebda, Zuniga e Sosa. Frustalupi, gli consegna la distinta e gli fa notare, con sommo stupore di entrambi, che in teoria i tre sarebbero già scesi in campo.

Al 30’, uno dei sanguinari nipotini di Dracula finisce la scorta di Pomì, e – assetato come una zanzara – prova a mordere Santacroce sul collo. Il difensore napoletano tenta di divincolarsi e il rumeno gli molla un pugno in pieno volto. L’arbitro vede tutto e espelle il vampiro boxeur.

Il ciuccio, azzannato dai vampiri, è ormai stremato e ha difficoltà a rialzarsi.  

L’allenatore del Napoli, come suo solito, si toglie la giacca, ma l’arbitro, che si è giocato evidentemente la vittoria della Steaua alla SNAI, glielo impedisce, perché forse a conoscenza della leggenda della giacca di Mazzarri.

41’ Punizione dal limite per il Napoli. Gargano va sul pallone. Dalla panchina e dagli spalti arriva un urlo bestiale sincronizzato: “Nooooooo”! A sorpresa, calcia lo specialista Sosa, che colpisce il palo. Mentre Gargano pensa che i legni su punizione sa colpirli anche lui, arriva Vitale e insacca. I vampiri rumeni vorrebbero azzannarlo, anche perché il terzino napoletano porta il nome di una nota marca di pelati, ma l’esterno azzurro, comincia a correre per il campo esultando per il goal, arrivando tuttavia direttamente a Napoli, accompagnato da Santacroce in bici, quest’ultimo sostituito da Mazzarri all’inizio della ripresa.     

Al 45’ anche Cavani sale sulla bicicletta e a testa in giù cerca di mettere a segno un goal spettacolare, ma il pallone finisce di poco alto. Mazzarri attinge a tutto il suo campionario di epiteti, indirizzandone qualcuno anche alla natia maremma, che definisce “maiala”.

Nell’intervallo le urla di Mazzarri si sentono fino a Castel Volturno, e anche il conte Dracula, terrorizzato, scappa via in bici insieme a Santacroce.

Nella ripresa, entra in campo un altro Napoli, che schiera prima Lavezzi e poi anche Hamsik. Si ricompatta il tridente con Cavani, che in questo avvio di campionato ha segnato addirittura più del trio MA-GI-CA. Il resto della squadra, in verità, ha molto poco di magico, ma quei tre bastano per ridimensionare quella che in realtà è una squadra di onesti calciatori di serie C, che nel primo tempo sembrava una formazione che avrebbe ben figurato anche nella serie B italiana, ma solo perché il Napoli sceso in campo era una mediocre squadra di serie D cinese.

Al 46’ Mariangela Fantozzi di testa sfiora il goal. Cecatus non crede ai suoi occhi, e neppure i tifosi del Napoli, che non avrebbero mai pensato di poter rimpiangere Rinaudo..

Al 53’ San Gennaro, che finalmente ha ricevuto la tessera del tifoso, sposta la porta di De Sanctis e i rumeni colpiscono un palo e una traversa con due tiri che sembravano destinati in fondo alla rete, anche perché De Sanctis si stava vedendo anche il secondo spettacolo del film di Dam Stoker.

Al 62’ straordinario colpo di testa di Cavani, ma il portiere Cecatus para miracolosamente.

Al 65’ Lavezzi lancia un missile terra terra, che esce di poco a lato, sfondando un tabellone pubblicitario della Cirio.

72’ Marek Hamsik dai venticinque metri lancia un missile terra – aria, che il portiere Cecatus questa volta non vede neppure partire.

Lacatus cerca di perdere tempo effettuando una serie di sostituzioni: entrano Surdu al posto di Mutu e Debosciatus al posto di Sfrantummatus. Nel recupero, al posto di Stancu, entra il redivivo Fiaccu, promettente quarantaduenne acquistato dall’INPS di Timisoara, che lascia subito sulla caviglia di Hamsik il segno della sua dentiera nuova.

I medici rumeni, intanto, appena qualche calciatore della Steaua viene sfiorato ne organizzano le esequie in campo. L’arbitro li avvisa che se continuano così farà giocare anche la partita di ritorno a Bucarest. Ma i rumeni continuano con le sceneggiate anche nei minuti di recupero, con il portiere Cecatus che rimane tramortito per tre minuti a terra, per motivi al momento sconosciuti.

Tra l’85’ e il 90’ il Napoli sfiora diciotto goal, di cui tre divorati dal nuovo entrato Dumitru nell’arco di dieci secondi.

Al 97’, allorquando Santacroce, era già quasi arrivato a Castel Volturno, calcio d’angolo per il Napoli, vanno in area anche De Sanctis, Iezzo, Bigon e Frustalupi. Proprio quando l’arbitro ha già il fischietto in bocca, il solito Cavani afferra per i capelli un pareggio che sembrava ormai impossibile, sebbene contro una squadra del genere, si doveva e si poteva vincere 8-0.

Questa trasferta ha fornito l’ennesima conferma di due concetti inconfutabili, il Napoli ha dei calciatori straordinari, per la precisione tre calciatori straordinari, che potrebbero portarlo tranquillamente in zona Champions, se la squadra venisse completata a gennaio, con due difensori e un centrocampista di livello, rinforzando notevolmente anche la panchina, che è assolutamente inesistente. Ora ci facciano il favore di non dire più che il mercato è stato difficile perché bisognava cedere le zavorre lasciate da Marino. La panchina dello scorso anno, con Cigarini, Datolo, Denis e company era di gran lunga più forte e meglio assortita di quella di quest’anno. Alla zavorra che abbiamo preso quest’estate, personalmente, preferirei i ragazzi della primavera. Fino a gennaio vorrei vedere più spesso in campo Maiello e altri come lui, anziché Cribari e Yebda.   

Domenica al San Paolo arriva la Roma, e che nessuno si permetta di dire al ciuccio “in bocca al lupo”…



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di Gianni Puca
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