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TRAPATTONI INSEGNA

Non dire: "gatto", se non ce l'hai nel sacco...


Non dire: 'gatto', se non ce l'hai nel sacco...
30/04/2011, 11:04

Oggi c’è Napoli-Genoa, ma in pochi se ne sono accorti: si pensa al gemellaggio, alla Champions ed alle voci di mercato, ai contratti di Lavezzi e Cavani e alla possibilità che Mazzarri vada alla Juventus.
Ieri, nel corso della consueta conferenza stampa che precede le gare di campionato, nessuno ha fatto domande al tecnico toscano sulla sfida coi rossoblù. Non c’è stato giornalista che abbia affrontato il tema, nonostante i tre punti in palio domani valgano tantissimo.
L’aver lottato per il primato e l’aver fallito, dunque, sembra aver deconcentrato un po’ tutti. “Il sogno è svanito”, dicono in molti per giustificarsi.
“Non è svanito un bel nulla”, verrebbe da rispondere. Il “sogno”, infatti, va ancora realizzato e, perché questo accada, è necessario che il Napoli si ritrovi molto in fretta. La Champions è ancora tutta da conquistare e la strada intrapresa negli ultimi quindici giorni dagli azzurri, rischia di portare il club di De Laurentiis dritto dritto in Europa League.
Mazzarri, per fortuna, è conscio di quanto sta accadendo ed ha provato a tenere tutti sulla corda con il suo: “Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco”, di trapattoniana memoria.
Un monito che, mai come in questo momento, calzava a pennello. Il tecnico toscano l’ha utilizzato, forse, più per la stampa e per i tifosi che per i suoi giocatori, ai quali non fa mai mancare il fiato sul collo.
A qualcuno potrà essere sembrata una frase banale, di circostanza. Va ascoltata, invece, e resa propria. I media farebbero meglio a pensare al presente, che è di incredibile importanza. I tifosi, che si annunciano festanti e accoglienti nei confronti del Genoa, farebbero meglio a sostenere il Napoli ed a spingerlo ad ottenere gli ultimi punti necessari al raggiungimento del suo obiettivo. Va bene il clima di festa, ma c’è ancora da badare al sodo, purtroppo.
“Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco”. Perché è il “miracolo” che è andato perduto, mentre il “sogno” è a portata di mano. Non è ancora iniziato, però. Ricordiamocelo bene.

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di Pietroalessio di Majo
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