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LO SCRIVE LA GAZZETTA

Nonostante Pandev, Napoli lontana dalla Champions


Nonostante Pandev, Napoli lontana dalla Champions
08/04/2012, 11:04

Sognava il gol dell’ex. E l’ha realizzato. Ma la notte magica di Pandev e del suo Napoli è evaporata sotto i colpi della Lazio nel secondo tempo. Un amaro calice da bere fino in fondo, quello degli azzurri. Eppure l’attaccante macedone la sua parte l’ha recitata. È stata, pure, una vendetta sportiva personale. Una rete intrisa di sentimento, quella di Goran protagonista nel suo ex stadio. Ecco perché doveva essere ed è stata la sua partita, in qualche modo. Quell’esultanza piena di orgoglio e risentimento ha raccontato il suo stato d’animo. E ha rianimato quelNapoli che a Torino contro la Juventus non era riuscito a tirare una sola volta in porta. Roba da quarto tenore, come ormai viene definito a Napoli.

Rabbia In biancoceleste Pandev aveva giocato 5 stagioni e segnato 64 reti. Era arrivato a Roma 21enne, dopo il debutto in A con l’Ancona, ed era andato via nel dicembre 2009, quando portò Lotito davanti al collegio arbitrale della Lega in fondo a una lunga battaglia legale. Così Pandev ottenne lo svincolo per mobbing costringendo pure il presidente della Lazio a pagargli l’indennizzo. Così ieri l’attaccante si è tolto un’altra soddisfazione, proprio sotto gli occhi del suo ex patron. Per i tifosi laziali, Pandev è stato un incubo. Soprattutto quando ha avuto sul destro il pallone dell’1-2. Aveva già segnato la scorsa stagione contro la Lazio con l’Inter (finì ancora 3-1 per i biancocelesti), lo hanno temuto in molti sugli spalti, lui che «da amico» con Delio Rossi in panchina e Rocchi al suo fianco in attacco, aveva vinto la Coppa Italia nel 2009. Nelle ultime due partite, l’ingresso di Pandev ha contribuito a rivitalizzare il Napoli. E il tecnico Mazzarri punterà su di lui sino a fine stagione. Mai Goran, Hamsik, Lavezzi e Cavani avevano giocato insieme dall’inizio prima di ieri. E all’allenatore i quattro sono piaciuti.

Peccato Ma uno dei protagonisti del match, Dzemaili, ripensa soprattutto al compagno Pandev e proprio a quell’episodio in area che avrebbe potuto cambiare la partita: «Una spinta c’era, ma io non sono l’arbitro ». Poi il capolavoro diMauri e sul Napoli è calato il buio. Ma il d.g. Riccardo Bigon guarda oltre: «È unmomento particolare. Ai ragazzi non va rimproverato nulla, hanno fatto una stagione intensa e ci sono obiettivi importanti da perseguire. Se giochiamo sempre così potremmo fare molto bene, pensiamo all’Atalanta adesso perché c’è equilibrio nella corsa al terzo posto. Stiamo programmando il futuro e non cambierà molto se non dovessimo arrivare terzi, faremo piccole modifiche per consolidarci in Italia e all’estero. Sarà comunque il terzo anno consecutivo che faremo l’Europa».

FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT
 

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di Luigi Russo Spena
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