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PARLA MAZZARRI

"Obiettivo terzo posto, guai a fermarsi ora"


'Obiettivo terzo posto, guai a fermarsi ora'
04/03/2012, 10:03

SARÀ come fare i conti col jet-lag, perché il Napoli ha giocato quasi sempre di notte e scendere in campo alle 12.30 comporterà pure un cambio di abitudini, come succede ai viaggiatori. Hanno dunque un fondamento i timori di Walter Mazzarri, alla vigilia della sfida di stamattina al Tardini. «L’orario della partita sarà una incognita in più, anche perché l’assenza dei dodici nazionali ci ha permesso di fare una sola prova generale, durante la settimana. Non cerco una scusante, sia chiaro. Ma il Parma, sotto questo punto di vista, ha avuto sicuramente la possibilità di prepararsi meglio di noi», raccomanda prudenza l’allenatore azzurro, senza peraltro chiedere alla sua squadra di accontentarsi. «Non possiamo perdere altri punti, i pareggi ci hanno già penalizzato in classifica. Per me questa è una finale da vincere. Dobbiamo avere la identica mentalità sia in casa che fuori casa. Mi aspetto massima attenzione in difesa e aggressività in avanti». I conti di Mazzarri in campionato non tornano ancora, anche se il Napoli si è recentemente tirato su con tre successi consecutivi. «Con la Lazio ci fu annullato il gol valido di Cavani, avremmo avuto due punti in più. Stesso discorso a Novara e con il Cesena. Davanti a noi ci sono delle squadre che hanno subito più sconfitte, ma pareggiato di meno...», è il rammarico dell’allenatore toscano, consapevole di aver già perso troppo terreno nella volata per il terzo posto. Pure per qualche sfavore arbitrale. Ecco perché al Tardini gli azzurri dovranno scendere in campo con un solo risultato a disposizione. «È una gara cruciale, per il nostro futuro in campionato». Ma il tecnico invita tutti a non snobbare il Parma. «Gioca bene, ha messo in difficoltà la Juve: è una squadra organizzata e con dei calciatori di valore, come Giovinco e Okaka. Il calcio italiano nasconde sorprese e ci vorrà la carica agonistica giusta, altrimenti rischiamo di uscirne con le ossa rotte». Sarà anche una partita a scacchi tra gli ultimi due tecnici del Napoli, con Donadoni in cerca di una rivincita personale contro De Laurentiis, che lo licenziò nell’autunno del 2010. Mazzarri, invece, si limita a mandare una frecciata al suo predecessore. «Al mio arrivo sulla panchina azzurra la squadra non stava benissimo. Ma non voglio fare alcun raffronto con la gestione di prima, sono passati quasi due anni e mezzo». Acqua passata, insomma. Molto meglio concentrarsi sul presente («Siamo in crescita, faremo tesoro della sconfitta dell’andata, al San Paolo ») e sul futuro, di cui stavolta il tecnico accetta di parlare di sfuggita. «Ogni gara è un esame, ho un contratto fino al 2013 e la mia intenzione è rispettarlo. I rapporti col presidente sono ottimi. Ha ragione quando dice che io sono permaloso e non antipatico. Lo sanno tutti quelli che mi conoscono». De Laurentiis si era già abituato con Donadoni, abbastanza permaloso pure lui. Ma sono stati i risultati ottenuti sul campo a blindare la panchina di Mazzarri, il cui ciclo sta portando dei risultati nettamente superiori rispetto a quelli del suo predecessore. E il confronto diretto di stamattina al Tardini può dilatare ancora di più le distanze tra i due tecnici: in termine di classifica e soprattutto di credibilità personale. I cinquemila tifosi al seguito si aspettano una prova di forza da parte della squadra azzurra e anche del suo allenatore, che azzarderà ancora una volta la scommessa del turnover. «Devo calcolare i minuti giocati da ognuno dei miei calciatori, compresi quelli in Nazionale. Per chi è arrivato alla quinta partita di seguito è il momento di riposare. Adesso, però, ho più possibilità di scelta. Nelle ultime sfide abbiamo cambiato più di un titolare e il risultato inteso come prestazione è stato sempre buono». L’obiettivo è vincere ancora. Pure contro il jet-lag. Il Napoli dovrà essere bello a mezzogiorno come lo è stato nelle gare notturne di Champions con il Chelsea e di campionato contro Chievo, Fiorentina e Inter. Quattro successi consecutivi. Il quinto, a Parma, diventerebbe il trampolino di lancio ideale verso il terzo posto. Guai a fermarsi ora, i cinquemila non ci pensano proprio.

FONTE: LA REPUBBLICA

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di Luigi Russo Spena
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