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OFFSHORE: CARPISA-YAMAMAY VUOLE GIUSTIZIA SUL CAMPO


OFFSHORE: CARPISA-YAMAMAY VUOLE GIUSTIZIA SUL CAMPO
10/07/2008, 13:07

Continua senza sosta la stagione dell’equipaggio napoletano del Carpisa Yamamay. Dopo la bella vittoria del Trofeo Italia Jambo, ottenuta lo scorso week-end nelle acque del Golfo durante la “Settimana del mare” organizzata dalla “Eventualmente” di Luciano Cotena, torna ora di scena il Campionato Italiano di Offshore Classe 3/2 litri con la 4ª tappa in programma domenica (13 luglio) a Porto Santa Margherita-Caorle (Venezia). Proprio Caorle sarà anche l’ultima prova della stagione tricolore prima della lunga pausa d’agosto, con il Campionato che riprenderà a settembre, subito dopo il prestigioso appuntamento del Mondiale fissato ai primi del mese in Inghilterra e a cui nastri di partenza non mancheranno i freschi campioni d’Europa, Diego Testa e Giovanni Di Meglio a bordo del Carpisa Yamamay, che sarà anche l’unico scafo italiano in gara.

Ma adesso tutta l’attenzione è rivolta alla tappa di domenica a Caorle dove proprio Diego Testa, insieme a suo fratello Ettore, promette grande battaglia: «Dimostreremo sul campo di meritarci la vetta della classifica - afferma infatti il pilota del Circolo Canottieri - visto che il ricorso presentato dall’equipaggio romano di Fabio Bertolacci ha finito col congelare l’ordine d’arrivo della scorsa prova di Palermo e di conseguenza il mio successo e la leadership del Campionato». Il tutto è scaturito dall’incidente del team di Capoferri, vittima di un ribaltamento proprio mentre era in testa alla gara. Il Carpisa Yamamay, che era alle sue spalle, si è così fermato per prestare soccorso ai piloti che riaffioravano a galla solo dopo diversi secondi, proprio mentre sopraggiungevano i soccorsi e lo stesso scafo di Bertolacci, allora in 3ª posizione. Quest’ultimo, quindi, rallentava soltanto riprendendendo così la sua gara prima del Carpisa Yamamay che sotto la bandiera a scacchi gli finiva alle spalle. «Quando è stato stilato il primo ordine d’arrivo, non mi sono sentito di fare ricorso - prosegue Testa -: avevo seguito alla lettera il regolamento fermandomi per soccerrere dei piloti in difficoltà in attesa dei soccorsi. E bene ho fatto perché, testimone il giudice di boa, dopo poco mi sono stati ridati i secondi di vantaggio che avevo perso e con essi la vittoria. A differenza di Bertolacci, ritengo che il mio sia stato un comportamento sportivo e tale continuerà ad essere: aspettando la decisione del Giudice Unico, punto da subito a riprendermi il successo sul campo. Lo scafo - conlude - continua ad andare alla grande e la mia voglia di vincere adesso si è quadruplicata….».

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di Redazione
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