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Rosalba Forciniti si aggiudica la finale per il 3° posto

Olimpiadi, bronzo nel judo femminile, Cagnotto-Dallapè KO

Le azzurre del tuffo ad un soffio dal podio, vince la Cina

Olimpiadi, bronzo nel judo femminile, Cagnotto-Dallapè KO
29/07/2012, 19:49

'Non ci credo ancora, l'ho sempre sognato. Ma si dice 'volere e' potere', no?''. Rosalba Forciniti e' raggiante. Appena scesa dal tatami, dove ha conquistato un inatteso quanto meritato bronzo olimpico nel judo, ha ancora addosso la carica di adrenalina per l'incontro appena vinto. E' un fiume in piena, Rosalba: ''Volevo salire sul tatami ed essere felice - spiega - Ho iniziato a fare judo da bambina ma mia madre non voleva perche' gia' ero un maschiaccio e diceva che cosi' peggioravo la situazione. Poi ho insistito con mio padre. Ed ora eccomi qui''.''In realta' - aggiunge dopo un secondo - ho fatto anche un po' di ginnastica artistica''. Per fare felice mamma? ''Vabbe' si', e' cosi'', risponde. Rosalba ha mosso i primi passi sul tatami a Longobucco, un piccolo paese in Calabria, ma gia' a 15 anni si e' trasferita a Roma per frequentare il centro federale: ''Nel judo e' cosi', se sei forte fin da piccola. Ma ora devo andare - taglia corto mentre il telefono continua a squillare - Mi aspetta la mia famiglia con mamma, papa', zii, sorelle e il mio fidanzato''. 

Da un bronzo vinto ad un bronzo mancato di un soffio che lascia l'amaro in bocca, nell'Acquatic Center londinese le due azzurre buttano via quella che poteva essere un altro punto nel medagliere italiano.  A sbagliare poi e' la piu' titolata, Tania Cagnotto, l'unica azzurra ad essere salita tre volte sul podio mondiale, lei la sola europea dopo le cinesi: eppure nel quarto salto, quello che in allenamento le due falliscono raramente, l'incantesimo si rompe, il sincro non riesce e il Canada (con la vecchia Emilie Heymans e la lanciatissima Jennifer Abel) fa festa, dietro alla Cina di Wu Minxia e He Zi, inchini e tuffi quasi perfetti, e alle americane Abigail Johnston-Kelci Bryant. Alla fine il punteggio serve solo per girare il coltello nella piaga: 316.80 per le canadesi, 314.10 per le due azzurre. Terze dopo il secondo salto a un soffio dalle statunitense e ancora li' dopo il terzo, le azzurre hanno visto crollare il sogno al penultimo. ''Perdere la medaglia per due punti fa male - dice tra le lacrime la Dallape' - abbiamo sbagliato un tuffo che in allenamento viene sempre bene. Cio vorra' un po' per smaltire la delusione, ma siamo a un'Olimpiade e magari domani siamo pure contente del quarto posto''. La trentina, 26 anni, due gatti e il cane Leo tra le passioni fuori vasca, lo shopping, la musica e il ballo tra gli hobby condivisi con Tania quando non c'e da salire e saltare, mostra il lato piu' bello dello sport. ''Ora posso solo augurare a Tania di prendersi una soddisfazione anche per me'' dice, pensando alla gara individuale, mordendosi le labbra per non scoppiare a piangere. Tania, gli occhi lucidi, ci tiene pero' a dire che si vince e si perde a meta', in questa tavola a due piazze: ''Le responsabilita' sono al 50 per cento nel sincro - sottolinea la tuffatrice di Bolzano - la colpa e' di entrambe, e comunque non era un errore da 4. Peccato perche' non ce l'aspettavamo, due punti no sono niente ma ci hanno tolto la medaglia. Ora daro' del mio meglio, arrivare arrabbiata mi fa bene''. ''Certo che e' una medaglia buttata - dice Giorgio Cagnotto, papa' e ct che a questa medaglia ci credeva davvero - errori cosi' non ci dovrebbero essere. Tania e' arrivata male e male e' venuto anche il sincro, peccato perche' era alla nostra portata''. E poco conta se le canadesi godono qualche volta dei voti generosi dei giudici: ''Un po' di aiutini li hanno, non fanno la rincorsa sincro, ma nessuno lo tiene in considerazione: noi pero' abbiamo esposto il fianco, se facevamo tutto per bene adesso raccontavamo altro'' dice da sportivo l'ex campione. Per le azzurre qualche giorno per smaltire la rabbia e tornare a saltare nella gara individuale da venerdi' prossimo. Adesso c'e' da voltare pagina e vivere i Giochi non piu' in coppia.  

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di Fabio Iacolare
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