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OMICIDIO GABRIELE SANDRI: SPACCAROTELLA CHIEDE SCUSA MA LA FAMIGLIA PARLA DI TEMPISTICA PROCESSUALE


OMICIDIO GABRIELE SANDRI: SPACCAROTELLA CHIEDE SCUSA MA LA FAMIGLIA PARLA DI TEMPISTICA PROCESSUALE
29/09/2008, 17:09

Luigi Spaccarotella, l'agente che l'11 novembre 2007, sparò uccidendo Gabriele Sandri, tifoso della Lazio, chiede scusa ai familiari attraverso una lettera.
Quella assurda giornata all’autogrill Badia al Pino, lungo l'autostrada A1, non ha ancora trovato una risposta: nei giorni scorsi è stata rinviata l'udienza preliminare del processo, dato che il gup Simone Salcerini ha accolto una delle due eccezioni presentate dai legali dell'agente Luigi Spaccarotella.
"Ai familiari di Gabriele Sandri chiedo perdono - ha scritto l’agente della Polstrada - ma non trovo le parole. Ho ucciso il loro figlio: dire che mi spiace, che non volevo, non può essere sufficiente. Vorrei incontrarli, anche se so che non sarebbe facile". "Quel maledetto 11 novembre è morta anche una parte di me-prosegue Spaccarotella- pochi giorni dopo chiesi al vescovo di Arezzo di far arrivare ai Sandri il mio cordoglio. Lui si mise in contatto con persone vicine alla famiglia di Gabriele ma, non so perché, gli fu risposto che i tempi non erano maturi". La famiglia del ragazzo, però, non crede molto nella buona fede di queste scuse, anzi, trova una tempistica processuale, come spiega il fratello Cristiano: "Siamo sinceramente stupiti - ha spiegato a Inedita - Questa folgorazione sulla via di Damasco ci trova sorpresi. Fa quantomeno riflettere la tempistica processuale impeccabile con cui ci vengono fornite queste scuse, visto che proprio pochi giorni fa è stato aperto il processo per l'omicidio di mio fratello". "Se si leggono bene le sue dichiarazioni, - ha concluso Cristiano Sandri - si capisce che si tratta solo di una mezza richiesta di scuse visto che Spaccarotella ancora non ammette le sue responsabilità".

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di Francesca Fortunato
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