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IL PRESIDENTE

Ora politica dei giovani ed attaccanti, no a Inler


Ora politica dei giovani ed attaccanti, no a Inler
03/05/2010, 10:05

Intervista fiume del presidente Aurelio de Laurentiis nel corso di SkysPort 24. Il patron azzurro, interpellato per celebrare la qualificazione all’Europa League della sua squadra,  delinea gli scenari del prossimo Napoli. “Siamo in Europa e vi siamo entrati dalla porta principale, l’Intertoto rappresentava soltanto una porta di servizio. Abbiamo svolto un lavoro serio ed importante, ringrazio in primis tutti i tifosi veri che ci accompagnano sullo stadio virtuale e sullo stadio reale. Non dimenticherò mai i sessantamila presenti all’esordio in serie C, la stampa francese definì Napoli Regina d’Europa. Esiste un grande feeling tra me e gli spettatori del Napoli. Ho sempre parlato di un programma diviso in due quinquenni, il secondo è partito male ma è stato riparato grazie al lavoro di Mazzarri e Bigon. Li ho sempre sostenuti, non li ho mai abbandonati supportandoli sempre. Un mese fa ho dato vita al settore dello scouting grazie al’ingaggio di tre professionisti che seguo in continuazione, sono un uomo programmato abituato a seminare per molto tempo prima di raccogliere. Ho svolto un tirocinio di cinque anni rinunciando a molti progetti cinematografici, sono all’interno di un viaggio molto bello e voglio continuare”. A questo punto l’attenzione si sposta sulla possibilità sfumata della Champions e sulle future ambizioni del Napoli. Il riferimento polemico di de Laurentiis è un’accusa velata alla gestione di Pierpaolo Marino. “Il Napoli deve liberarsi di tutti i pesi che si porta dalla serie C ad oggi. Ci sono stipendi che pesano moltissimo sul bilancio, ingaggi di giocatori che non sono utili al Napoli. Devo riequilibrare il bilancio ed immettere forze giovani, l’ho sempre detto a Marino di ingaggiare i giovani. Non possiamo acquistare campioni già affermati ma dobbiamo trovare giovani di belle speranze e scommettere su di loro. Capisco che in questo modo si possono disattendere le aspettative dei tifosi ma l’esempio migliore di questa politica è il Barcellona. Qualche anno fa, il Barcellona era in difficoltà economiche e la scelta di puntare sui giovani ha pagato enormemente. De Laurentiis analizza in modo critico la politica delle istituzioni internazionali del calcio. Mi auguro che tutti i presidenti d’Europa maturino e si liberino di un cappio che non ci fa respirare. Chi decide che dobbiamo giocare tre volte a settimana? Le squadre non riescono a reggere gli impegni europei, l’Inter ha tre squadre, tre portaerei e nonostante una supremazie indiscussa di organico non è riuscita a staccare le avversarie in campionato. Noi andiamo in Europa League ma è possibile giocare di giovedì? La verità è che ci sono dei monarca che fanno girare la giostra calcio sulle nostre spalle. Il Napoli guarderà alla finestra lavorando ad un cambiamento della gestione del calcio. Lazio-Inter un brutto esempio per il calcio italiano? Esistono delle logiche campanilistiche che non ci abbandonano dal 1200, è un modo di fare non condivisibile ma comprensibile”. Infine le domande più attese sul prossimo mercato del Napoli e sulla trattativa per portare Inler in maglia azzurra. “Concentrerò tutte le risorse sugli attaccanti perché sono loro che fanno i goal, si può sopravvivere senza grandi centrocampisti. Pozzo è un amico ma la sua bottega è molto cara, i gioielli dell’Udinese sono molto cari e come si dice a Napoli…cà nisciun è fess ! Inler costa troppo e noi non siamo il Manchester o il Barcellona. Sono alla ricerca di un grande goleador, per vincere c’è bisogno dei goal. Lo scorso anno volevo portare il capocannoniere Di Natale assieme a Quagliarella ma Totò non ha accettato il trasferimento a Napoli”.

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di Pensiero Azzurro
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