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IL CIUCCIO CHE VOLA

Ora posso anche Morire


Ora posso anche Morire
21/02/2011, 08:02

A vedere la partita di oggi mi viene il dubbio che Zuniga abbia cominciato a leggere la mia rubrica, della quale è solitamente protagonista inconsapevole, insieme a Cribari e Sosa.

Questa sera non un auto-dribbling, non una finta di troppo, niente tripli passi, non un vetro rotto della vicina clinica San Paolo; ma solo cose essenziali e efficaci. Zuniga ha disputato la miglior partita da quando è a Napoli (e così anche Cribari che non ha messo piede in campo) e, come più volte suggerito dal sottoscritto, ha giocato correndo sempre dritto, senza incaponirsi in giocate inutili, con le quali solitamente finisce per neutralizzarsi da solo.

Ma quello che è accaduto al minuto ventiquattro al San Paolo è da raccontare ai nipotini.

Io ero lì, in tribuna, e non ricordo di aver visto piangere tanta gente tutta insieme dall’ultima volta che sono stato a Lourdes e la Madonna di Fatima ha restituito la vista ad una comitiva di falsi invalidi di Pompei.

Frustalupi - candidato alla sostituzione di Ranieri sulla panchina della Roma - con gli occhi gonfi di lacrime ha abbracciato Bigon, che a gennaio aveva provato a scambiarlo con chiunque, compresi Sebino Nela e Vincenzo Gambaro.  

Santacroce, tra i migliori in campo sia come difensore che come attaccante, aveva promesso che se un giorno Zuniga avesse segnato, avrebbe baciato Mariangela Cribari sulle labbra, ed è stato costretto a mantenere la promessa...

Addirittura Ciro, un tifoso napoletano muto dalla nascita, al goal di Zuniga ha ritrovato la parola e la prima che ha pronunciato, anzi…. che ha urlato, è stata “Gooooooooaaaaaaallllll”.

Ciro è un tifoso storico del Napoli; allo stadio lo conoscono un po’ tutti. E tutti questa sera hanno gridato al miracolo, compresa la Madonna del Carmine, che pure era in tribuna e, alla prodezza del colombiano, si è auto invocata.

Ma non si è gridato al miracolo per il fatto che il muto ha ritrovato la parola; quelle sono cose che possono succedere.

Il miracolo vero è rappresentato dal fatto che Zuniga - dopo le decine di goal mangiati a pochi metri dalla porta, dopo le decine di tiri che terminavano a cinquanta, sessanta metri dai pali – al minuto 24 del primo tempo ha messo a segno un goal, che mi ha commosso più di quando ho sentito mio figlio, che ancora non è nato, chiamarmi “papà”.

Ma quello che ha pianto più di tutti è stato senza dubbio Mister Mazzarri, che aveva giurato sulla testa di Cribari, che il giorno in cui avesse segnato un goal Zuniga avrebbe offerto la pizza a tutti gli spettatori dello stadio. E stasera, al San Paolo, erano in tanti. Come sempre.

Il goal del colombiano, oltre che bello e inaspettato, è stato anche decisivo. Ha regalato una vittoria preziosissima al Napoli in una domenica in cui le squadre che inseguono hanno perso tutte, e le milanesi sono costrette ad aggrapparsi agli arbitri e ai giudici antisportivi.

Rubinho, a Verona, ha segnato il goal dell’uno azero dopo aver stoppato il pallone nettamente con un braccio. Ranocchia, contro il Cagliari, ha segnato l’unico goal della partita mentre era nella posizione di fuorigioco più netta della storia del fuorigioco.

Ma questi “episodi” hanno avuto un’attenzione mediatica minore dello scambio di sputi tra Rosi e Lavezzi di domenica scorsa. Un giornalista di una tv a pagamento, premettendo che il goal di Rubinho era irregolare, ha chiesto ad Allegri se lo rincuorasse il fatto che quel goal non fosse stato decisivo ai fini del risultato. E l’allenatore milanista, che evidentemente non ha il senso del pudore, ha precisato che in Brasile stoppano il pallone diversamente e che comunque, essendo finita la partita due a uno per il Milan e non uno a zero, quel goal non poteva considerarsi decisivo.

Dopo la vicenda Rosi – Lavezzi, subito dopo il fischio finale dell’arbitro, la circostanza che il Napoli avesse surclassato la Roma all’Olimpico era passata in secondo piano, perché in primo andavano immediatamente messi i precedenti “giurisprudenziali” in materia di sputi. Anche perché si approssima la trasferta del Napoli a Milano.

Chissà perché nessuna tv ieri sera ha sollecitato l’utilizzo della prova televisiva per squalificare Rubinho, che ha avuto un comportamento antisportivo traendo vantaggio da una azione palesemente irregolare. Il sig. Tosel non è quello che si inventò una squalifica di due giornate per Zalayeta per non aver confessato una presunta simulazione in occasione di un rigore concesso contro la Juve? Chissà questa volta cosa si inventerà.

La domanda nasce spontanea: il principio è il medesimo? L’altra domanda è retorica: verrà applicata la stessa misura?

Sempre in tema di ingiustizia sportiva, ci si chiede altresì come mai le immagini fornite da “Striscia la notizia”, ritraenti il signor Ibrahimovic che, durante Milan – Lazio, ne dice di tutti i colori all’arbitro, mettendo in dubbio anche la certezza dei suoi natali, non vengano utilizzate come prova televisiva. Se lo svedese lunedì andasse a fare compagnia a Lavezzi e a Rubinho in tribuna forse la Giustizia sportiva guadagnerebbe un briciolo di credibilità. In caso contrario, sarebbe meglio bucarlo questo pallone, che ormai non rimbalza più, tanto è il fango che sta seppellendo i campi di calcio.

A noi non piace fare vittimismo, ma è giunta l’ora di far sentire anche la nostra voce. Le squadre del nord, ormai, fanno quello che gli pare. Il Sistema si è solo spostato, da Torino l’epicentro è passato a Milano.

Morto un Moggi se ne fa un altro.

Forse addirittura ce ne stanno un paio adesso….

La squalifica di Lavezzi - che con molta probabilità sarebbe stata revocata o forse neppure comminata, se nelle prossime gare il Napoli avesse giocato con il Bari, il Lecce e il Cesena – è assolutamente ver-go-gno-sa. Vorremmo cercare un aggettivo più morbido, ma non sarebbe confacente alla realtà. Nel diritto, che sia il diritto sportivo, il diritto civile o penale, oltre all’aspetto sostanziale esiste un aspetto procedurale.

Un’azione giudiziale, prima di essere fondata deve essere procedibile e proponibile.

Di professione sono un avvocato, e in diritto capita spesso che una parte, nel merito, abbia palesemente torto, ma che vinca la causa per motivi procedurali.

E nel caso di Lavezzi la squalifica, giunta attraverso l’utilizzo della prova tv, è assolutamente illegittima per il fatto che la prova televisiva, nella fattispecie, era assolutamente inammissibile e, in ogni caso, non aveva fornito elementi di colpevolezza certa.

L’arbitro Bergonzoni, in occasione dello scambio di vedute tra Lavezzi e Rosi, aveva ammonito entrambi. Successivamente, dopo aver visto la tv, su richiesta del giudice Tosel, ha inviato una mail precisando di non aver visto gli sputi, ma di aver ammonito i calciatori per (presunte) spinte reciproche. A tal proposito va detto che manco le immagini tv Bergonzoni ha visto bene, perché le spinte ci sono state tra Lavezzi e Cassetti. Quindi l’arbitro, nel referto integrativo, dichiara palesemente il falso. Tra l’altro, se avesse visto le spinte avrebbe dovuto espellere Cassetti, che aveva ricevuto anche un’altra ammonizione….

In ogni caso, nessuna delle decine di immagini propinate dalle varie tv fornisce la certezza che Lavezzi abbia sputato. Quindi alcuna prova certa vi è della sua colpevolezza, e di conseguenza la prova televisiva è da considerarsi inammissibile anche sotto questo secondo profilo.

Infine, nella denegata ipotesi in cui vi fossero state delle immagini dalle quali si vedesse inequivocabilmente Lavezzi commettere il gesto che gli è stato imputato, non si può certamente ritenere equivalente la condotta di chi ha provocato e offeso per primo a quella di chi ha reagito di istinto.

Probabilmente, ad essere squalificati attraverso la prova televisiva dovrebbero essere gli arbitri che hanno convalidato goal irregolari a Milan e Inter, gli arbitri che redigono referti falsi, gli arbitri che vengono presi a male parole e non intervengono. Utilizziamola anche per loro la prova televisiva.

Ma è evidente che, sebbene la legge sia uguale per tutti, qualcuno è molto più uguale degli altri.

Ma a Milano, lo spirito di Lavezzi, si impossesserà di Mascara o di chiunque altro ne farà le veci e il ciuccio prenderà il Diavolo per le corna e volerà anche senza le ali.


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di Gianni Puca
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