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Pallavolo: Stefano Mari scuote la Gaia Energy


Pallavolo: Stefano Mari scuote la Gaia Energy
10/10/2011, 09:10

Stefano Mari, schiacciatore, della Gaia Energy Napoli è pronto a prendere per mano la sua squadra e condurla a lottare per i vertici del campionato di serie B1. L’atleta modenese si confessa a 91° Minuto nel corso dell’approfondimento del mercoledì dedicato alla pallavolo della Campania.

"Il progetto della Gaia Energy è buono, il fatto che manchi da tanti anni la pallavolo che conta da Napoli, è un peccato, qui c'è tantissima gente che è appassionata a questo sport. Sono venuto da avversario e mi ricordo un palazzetto pieno, mi fece un'ottima impressione. Io giocavo ad Ascoli, vincemmo, e mi ricordo di quella squadra. Cercarono di centrare i playoff, ma purtroppo si perse il gruppo e l’obiettivo non fu centrato. Noi abbiamo il desiderio di realizzare qualcosa di nuovo, e questa responsabilità me la sento addosso”.

“Voglio giocare a lungo a pallavolo. Tanti giocatori hanno finito intorno ai 40 anni infatti questo è uno sport diverso in confronto al calcio, le sollecitazioni dei vari acciacchi sono diversi. La pallavolo ci dà quell'annetto in più di longevità”.

“Napoli l'avevo vista come turista e mi era piaciuta, sto qui da un mese e posso dire che la città è stupenda. Io vengo da Modena, l'Emilia Romagna è un po’ la capitale Italiana della pallavolo. Abbiamo sempre dato il meglio a livello di club e di giocatori della Nazionale, li c'è una cultura che qui è come il calcio. Io vengo da Modena, quindi già a scuola ho imparato i primi tocchi della pallavolo, lì si praticavano prevalentemente sport in palestra come basket e pallavolo, non c'è sempre il sole come qua. La mentalità era quella di indirizzare i ragazzi verso il volley, con questi ottimi insegnanti che erano capaci anche di presentarti direttamente ai vari club professionistici. La pallavolo è un ottimo metodo per socializzare, sopratutto in spiaggia. Ho giocato anche a beach-volley, a fine campionato abbiamo tutta la stagione estiva dove praticare questo sport grazie anche al campionato italiano che ora è molto sponsorizzato. Ho visto molta Italia e posso dire che mi mancava solo Napoli".

Per quanto riguarda la neonata squadra di volley dichiara: "Siamo ancora in una fase di embrionale, una squadra nuova e i compagni sono tutti nuovi. Nella pallavolo l'intesa è fondamentale quindi dobbiamo lavorare, e stiamo dando il massimo. Faremo un bel campionato, ma sicuramente ci sarà bisogno di molta pazienza sopratutto all'inizio. Mi sono stupito perché un po’ di persone già ci seguono come gli "Afezionados", legati dalla serie A, dove hanno portato più volte un gran pubblico. Avremo la prima trasferta a Pizzo Calabro e sarà una partita ostica perché è una formazione allestita bene. Fra le pretendenti alla promozione c'è senz'altro il Brolo, formazione allestita per il doppio salto, il Pineto a Pescara e il Foggia. Ci sono squadre con degli organici compatti. Noi dovremmo essere l'outsider, dovremmo vendere cara la pelle e capire quello che è il nostro livello e riuscire ad avere un'amalgama".

Poi si sofferma sulla situazione degli impianti sportivi napoletani: "Purtroppo è un peccato per il Mario Argento, i ruderi sono una nota stonata per Napoli. Quella napoletana è una situazione che purtroppo non è gestita dai club e la federvolley, in questo caso, può far ben poco. Deve essere il comune ad occuparsi di questa realtà. Qui c'è un'idea del calcio esasperante, se il Napoli la domenica perde, il lunedì c'è una specie di lutto cittadino. Qui, altri sport, sono destinati a morire nel giro di poco tempo perché, non essendoci strutture adeguate, le società posso restare solo ad un bassissimo livello e quindi riportare la massima serie qui a Napoli è un'impresa difficile."

Riguardo il momento buio della nazionale di volley Italiana: "Nella nazionale maschile paghiamo l'assenza della nuova generazione, penso che ci siano stati dei cambiamenti drastici con il vecchio ciclo formato dai vari campioni, che hanno vinto praticamente tutto, ma non hanno lasciato "discepoli". Forse adesso stiamo ancora cercando di pavoneggiarci di quei risultati pensando che tutto ci sia dovuto. Nella Pallavolo femminile quando c'è una squadra sola in campo si vede e questo fa la differenza. Abbiamo ricevuto la Wild Card e anche questa è una dimostrazione che ci appoggiamo sugli allori e non fa bene. Anche nella nazionale femminile c'è stato un cambio di ciclo, il problema rimane. Ossia per ritornare a quei livelli di gioco c'è bisogno di un'esperienza importante. Ben venga la Wild Card quando in quei momenti non ci si arriva per meriti sportivi, speriamo di arrivarci più avanti." Per quanto riguarda il calcio afferma: "Sono molto amico del medico sociale del Modena Calcio con il quale andrò a seguire la squadra a Nocera , ma è un livello ovviamente inferiore rispetto a quella che è la serie A, nonostante ciò sono diventato parecchio tifoso del Napoli grazie ai miei vicini che mi hanno contagiato e mi costringono a vedere la partita con loro e ho anche imparato quasi tutto il vocabolario di imprecazioni napoletane. Dei calciatori del Napoli conoscevo Luca Cigarini. Pian piano avrò una cultura calcistica completa."



“91° Minuto" un programma di Roberto Esse in onda dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 20 su Radio Club 91 e su Julie Italia (canale 19 del digitale terrestre) e Club 91 Television (Canale 619 del digitale terrestre).

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di Redazione
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