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"Pandev, il jolly che concede varianti tattiche"


'Pandev, il jolly che concede varianti tattiche'
30/08/2011, 11:08

Per capire il Napoli bisogna visitare il suo cantiere. Guardare che succede dentro. Come lo stanno ricostruendo. La chiave per entrare è un nome: Pandev. È l'acquisto che certifica i nuovi rapporti tra presidente e allenatore, il chiarimento tra i due dopo la penosa sconfitta di Barcellona. Ma aiuta a leggere anche il futuro: un solo giocatore consente tutte varianti tattiche finora impossibili per la modesta qualità dei ricambi. Mazzarri non avrà più alibi per insistere sugli stessi attaccanti e sullo stesso modulo, peraltro risaputo in Italia e demolito da Allegri, Leonardo, Guidolin, Reja e Pioli. Come sedere al tavolo verde con quattro carte utili, non più una. È questo lo scatto di qualità del Napoli, con un solo acquisto. Se dovesse mantenere le promesse, Goran Pandev sarebbe l'affare del mercato.
Pandev rivela la nuova strategia del presidente. Predica un Napoli diverso da quello che sta nascendo. Si è invaghito del Barcellona, è rimasto dopo il trofeo Gamper non certo per passeggiare tra le opere di Gaudì al Paseo de gracia. Ha studiato vivaio e stile del primo club al mondo. Il Barcellona seleziona giovani di talento, li alleva, li istruisce, li lancia, addirittura offre loro la panchina, come a Pep Guardiola. Il Napoli ha una politica opposta. Mazzarri non costruisce squadre, vuol guidarle. Chiede professionisti pronti. Addio progetto, De Laurentiis cambia. Volentieri si contraddice. Lo fa per seguire la linea Mazzarri. Accoglie giocatori in età matura, a parametro zero, Donadel e Santana. Quindi, Pandev, 28 anni, mica tanti, uscito da una stagione buia, 27 gare e 2 gol. Uno da riciclare. Un'opportunità, comunque. Prestito secco per un anno, ingaggio a metà con l'Inter che deve ridurre la sua rosa (30 elementi, di questi 10 centrocampisti) e cercare un attaccante di grido. In controtendenza, esce il giovane Victor Ruiz, definito «uno dei migliori tre nel suo ruolo in Spagna» dal ct Del Bosque ma nel Napoli solo terzo, dopo Britos e Aronica. Proprio Ruiz fu al centro di polemiche tra presidente e allenatore: uno lo raccomandava, l'altro lo bocciava. De Laurentiis asseconda Mazzarri anche stavolta. Gli dà fiducia, intanto lo carica di responsabilità. Non è un caso se ascolta Carlo Pallavicino, il regista dell'affare. È agente di Pandev, di Lucarelli, ma anche consigliere e amico di Mazzarri, secondo le voci di contatti con la Juve nella scorsa primavera.
Il legame è solo un caso, ma Pandev conviene: se è ancora fresco come i 28 anni fanno pensare, se è disponibile come promette.
Mazzarri ha non una, ma quattro soluzioni in attacco.
1) Pandev può sostituire Cavani, Lavezzi e Hamsik. Un jolly. Ci provava Zuniga, non lo erano Mascara e Sosa.
2) Nella ripresa per rendere più offensivo l'impianto, basta una mossa: Hamsik in mediana accanto a Inler, con gli esterni ai loro posti, Lavezzi a destra e Pandev a sinistra, Cavani prima punta.
3) Alternativa alla difesa a tre. Un 4-3-3. Campagnaro, Fernandez, Cannavaro e Dossena in linea, quindi Maggio, Inler e Gargano al centro. In avanti, tre da scegliere fra Pandev, Hamsik, Lavezzi e Cavani. Basta eliminare il più affaticato.
4) Due punte: Cavani e Pandev larghi in avanti, Hamsik o Lavezzi tra le linee, Garganoe Inler mediani, Maggio e Dossena esterni, solita difesa a tre. È la soluzione più prudente che consente anche una pausa a Lavezzi o Hamsik.
Mancino puro, non veloce, non dà quindi profondità, ma ha rapidità di pensiero e cerca spazi esterni interessanti per invertire il gioco. Se considera questo l'anno della sua rivincita, se ha gambe e orgoglio, Pandev è una bella scommessa a basso costo. L'ideale per le finanze di De Laurentiis e le fortune di Mazzarri.
FONTE: ANTONIO CORBO-REPUBBLICA

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di Redazione
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