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Pandev: "In alcune movenze Insigne mi ricorda Messi"


Pandev: 'In alcune movenze Insigne mi ricorda Messi'
31/07/2012, 15:33

Goran Pandev è l'ospite speciale nei nostri studi. L'intervista a Marte Sport Live è tutta da gustare: "Sicuramente l'avvio di stagione è stato importante, stiamo facendo bene da subito, ma sono soltanto amichevoli. Mi aspetto una partita fondamentale contro la Juve in Supercoppa, ora ci stiamo allenando e prepariamo gli schemi". Il macedone ha un conto in sospeso con i bianconeri: "La Juve mi porta fortuna, spero di riuscirci pure l'11 agosto. E' una sfida decisiva per cominciare bene la nostra stagione. E' una finale, affrontiamo una grande squadra, ma in gara secca può succedere di tutto. Vogliamo portare la Coppa a Napoli. Io ne ho vinte già due, spero di vincere pure la terza. Mi piacerebbe davvero tanto. Sarebbe una grande soddisfazione". Pandev ha scelto la maglia azzurra rinunciando a qualcosina dal punto di vista economico: "Ha prevalso il cuore. All'inizio le cose non andavano bene, ma ho avuto l'affetto di tutti, sia all'interno della società che dei tifosi. Ho rinunciato ad altre proposte all'estero, la mia idea era quella di restare qua. Avevo parlato con Mazzarri e Bigon. La musica? Mi piace quella macedone, ma ho poco tempo, comunque ascolto pure radio Marte". Capitolo Bayer Leverkusen: "Abbiamo affrontato una buona squadra e siamo stati bravi ad applicare ciò che ci aveva chiesto Mazzarri". Domani si gioca con il Bordeaux, poi sabato lo Sporting Braga: "Il primo gol con il Napoli? Fu una grande emozione, arrivavo da un periodo difficile, la gente si aspettava tanto da me, però poi le cose sono cambiate. Peccato che non siamo riusciti a battere la Juve. Comunque ho fatto finalmente il ritiro e mi sto preparando bene in vista di una stagione intensa. Spero che quest'anno sia importante, non mi sono mai fermato. Per quanto mi riguarda, aiuterò sempre la squadra sia con un gol che con un assist. Conta vincere. La palla in banca? Ripeto, dobbiamo giocare bene per superare i nostri avversari. Insigne? L'ho conosciuto a Dimaro, è un bravo ragazzo, è molto forte e ha personalità. La gente si aspettava tanto e non ha avuto problemi. E' fortissimo. Mi ricorda Messi nei dribbling, ma Leo ha vinto tanti ed è incredibile. Mi auguro possa arrivare ai suoi livelli". Capitolo campionato: "Milan e Inter hanno cambiato tanto, giocano sempre lo scudetto, noi siamo cresciuti tanto da quando è arrivato Mazzari. Speriamo di fare bene, divertirci e vincere qualcosa d'importante. Noi ci crediamo. Vargas? Ha delle qualità enormi, fa cose impressionanti, speriamo che il ragazzo si sblocchi. Gli manca un gol importante. Il nuovo modulo? Secondo me facciamo più possesso palla perché Marek parte più dietro. Poi dietro la punta ci siamo, io, Lorenzo o Vargas. Sfruttiamo pure il gioco sulle fasce, ripeto siamo fortissimi. Behrami? E' bravissimo, dà l'anima in campo e ci aiuta tanto. Mazzarri? Da fuori ti fa incazzare, ma quando lo conosci è un'altra cosa. Ti aiuta tantissimo, è fondamentale per noi. Nel calcio si migliora sempre, sono venuto in un ambiente caldo. La gente ci tiene, il lavoro atletico e tattico è stato fondamentale. All'Inter non lo facevo, Mazzarri non fa sconti, ti fa provare e riprovare i movimenti. De Laurentiis? Ho un bel rapporto con il presidente. Lo devo ringraziare, ha creduto in me, mi ha riscattato dall'Inter e adesso devo dimostrare. Paolo Cannavaro? E' un simbolo di questa città, è un ragazzo d'oro, aiuta tutti, è un grande capitano". Un po' di curiosità. "I dolci? L'anno scorso non ne potevo mangiare, veniamo controllati ogni giorno sulla bilancia. La pizza? Sì mi piace. In Cina verrà pure lo chef, meglio così, si mangia male". Pandev è al momento più importante della mia carriera: "Devo dimostrare quanto valgo, aiutare i giovani, ho l'età giusta per togliermi parecchie soddisfazioni ma devo dare anche l'esempio. Ho una certa esperienza". Capitolo, vita privata: "Mi sono sposato da poco. Ho due bambini e passo tanto tempo con loro. L'Inter? Il mio ciclo è finito quando è andato via Mourinho, io ho un carattere chiuso e non mi trovavo bene. I napoletani mi piacciono, sono diretti. I gol? Sono importanti pure gli assist, abbiamo tanti giocatori che possono segnare. Io come Bruno Giordano? E' un paragone che mi piace. Le Olimpiadi? Non le seguo tanto, vedo l'Uruguay. Se gufo Cavani? No, ma speriamo che torni presto". Chiusura dedicata ai nostri ascoltatori. Il primo è Massimo: "Le differenze di preparazione tra Napoli e l'Inter? Con Benitez facemmo un altro tipo di lavoro, poi io sapevo di dover andare via e non facevo tutto al 100% inconsciamente. Lavoravamo solo con il pallone, al Napoli si fa anche tanta corsa senza pallone. Ora capisco perché questa squadra corre tanto. Vediamo se siamo più forti dell'anno scorso, lo dirà la classifica". Il secondo è Mario: "La differenza tra il Pocho e Insigne? Sono diversi, Insigne vede più la porta di Lavezzi, il Pocho comunque ha dato l'anima, ora tocca a Lorenzo dimostrare. Tre acquisti per lo scudetto? Se arrivano anche altri va bene, il mercato lo decide la società. Io top player? No, sono uno importante per la squadra". Il terzo è Francesco: "Quale attaccante preferisco? Mi piacciono quelli forti e a Napoli sono tutti di qualità. Le punizioni? Le stiamo provando io, Dzemaili, Gargano e Hamsik". Promessa finale sui gol: "Non lo so, sono scaramantico. Se dico più di 10, poi non ci riesco, spero di più dello scorso anno".

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di Roberto Russo
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