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Paoletti:"De Laurentiis, ecco come vincere"


Paoletti:'De Laurentiis, ecco come vincere'
27/05/2011, 08:05

Ha ragione Zamparini quando dice: "non confermo Rossi perchè sono più importanti società e giocatori che l’allenatore". De Laurentis annuisce ma aggiunge, "sempre meglio un parafulmine che niente". Archiviata la comica-Mazzarri, adesso De Laurentis deve far vedere di che pasta è fatto, nonostante il comodo scudo del fair play finanziario a regime tra due anni.

I concetti chiaveche devono guidare il mercato del Napoli sono tre:

1. Vincere.

Lo ha finalmente confessato De Laurentis nei giorni dell’illusione scudetto. Per farlo bastano due anni senza girare intorno al nulla. A Napoli dove nessuno aveva mai vinto, ci riuscì il maestro dei maestri, Italo Allodi, annunciandolo con 2 anni di anticipo e realizzando il proposito: primo anno terzo posto con la scommessa Bianchi (dall’Avellino) in panchina. L’anno dopo arrivò il primo Scudetto. De Laurentis si trova a metà strada se non ci riesce non lo sa fare e non lo farà.

2. Consapevolezza.

E’ il nodo tra presente e futuro. De Laurentis deve essere consapevole (Mazzarri lo è) e dirlo anche in pubblico che questo Napoli vale il 5° posto. La stagione è stata straordinaria, ma nonostante tutto la squadra non ha mai battuto una delle prime: Milan, Inter, Udinese e Lazio che nel computo della differenza reti è davanti al Napoli. Ma la serie A vive sul filo di pochi punti, i 6 che accusa l’Inter dal Milan, sono i due derby persi da Benitez prima e Leonardo dopo. Come il 3°/5° posto del Napoli sta nella rocambolesca vittoria al San Paolo contro Reja per larga parte della gara una sconfitta.

3. Coraggio.

Mourinho indica la strada. Dopo aver vinto lo Scudetto per fare il salto di qualità atteso da Moratti (la Champions) ha cambiato 5 giocatori, tutti determinanti. Lucio, in difesa; Motta a centrocampio, Sneijder trequartista, Etò e Milito in attacco. Chi è competente di calcio e sa lavorare (senza paura dell’inserimento di mezza squadra titolare) ha il coraggio di vincere e fa così. Cosi deve fare il Napoli se vuole veramente ciò che promette De Laurentis: migliorare il terzo posto ed essere competitivi in Champions, che significa almemo giocare gli ottavi di finale.

Servono quindi 5 titolari di alto livello ed esperienza internazionale (ci sono ed anche giovani) per una rosa che dovrebbe cancellare i titolarissimi e godere di intercambiabilità di qualità. Anche qui nessun indugio. Ecco i nomi, possibili per chi sa lavorare.

1. Inler, per lo svizzero dell’Udinese la trattativa è ben avviata ovviamente alle condizioni di Pozzo: 15 milioni, 12,5 contanti anche se a rate e 2,5 per la seconda metà di Denis. Ma la Juve può fregare il Napoli ed è inutile dire che non si partecipa ad aste. Il mercato è così, vince chi offre di più!

2. Palombo, per il sampdoriano servono solo quattrini. Lo vuole anche la Juve e Garrone deve rifare totalmente la squadra. Basterebbero 10 milioni cash, spesa importante quanto necessaria. Palombo è un Nazionale, ha forza e qualità, grinta e tiro da fuori, pecca incredibile mai colmata dal Napoli. Con Inler può formare un coppia che dia garanzie.

3. Falcao, il colombiano rivelazione del Porto. Costa 25 milioni. I soldi possono arrivare dalla cessione di Hamsik. In Europa ha segnato 17 reti solo quest’anno trascinando alla vittoria il Porto in Euroleague. E’ nazionale colombiano, Zuniga ne potrebbe favorire l’inserimento. E’ un cecchino dell’area di rigore, cosa che nonostante la vena prolifica di Cavani resta fondamentale.

4. Zapata. Il centrale di difesa è il vero punto debole del nuovo Napoli. Niente contro Cannavaro, ma Fernandes – illustre sconosciuto – non garantisce quanto serve sopratutto in Champions. All’estero Vidic è il punto di riferimento, attualmente inarrivabile. Zapata può essere una alternativa valida, sopratutto per prestanza fisica e colpo di testa, tema risolutivo e molto praticato nelle Coppe. Il giocatore è disponibile a lasciare Udine ma bisogna far presto perchè Pozzo non disgregherà l’Udinese e chi prima arriva, fa.

5. Marin o Douglas. Ad uno di questi due, meglio il primo (nazionale tedesco), si arriva vendendo Lavezzi. Soldi freschi o scambio con eventuale conguaglio. Lavezzi ha già dato il massimo a Napoli. Nonostante i miglioramenti è in fase calante non solo per la pochezza realizzativa (solo 6 reti). Douglas ne erediterebbe sogni dei tifosi e ripartenze sulla velocità. Marin è la riserva di Ozil ed è tutto.

C’è un ulteriore problema da risolvere, il portiere. De Sactis è stato tra i migliori quest’anno, ma sue tre fronti serve un sostituto all’altezza. Marchetti o Sorrentino, potrebbero coprire la lacuna. I quattro che resterebbero negli 11 sono: Cavani, Cannavaro, Zuniga e Maggio.

In panchina con il secondo portiere: Fernandes, Ruiz, Dossena, Yebda, Gargano (se con la testa a posto), Santana (parametro zero), Matavz. Mascara jolly. In tribuna due giovanissimi come Masiello e Dimitru (Under 21) che per crescere dovrebbero giocare almeno sempre in Coppa Italia. Questo Napoli, tecnicamente sarebbe in grado di puntare seriamente gli obiettivi. Mettendo Mazzarri alla prova del nove, quando si fa sul seri e la società in grado di rispondere veramente alle aspettative del meraviglioso e prodigo pubblico di Napoli.

Ovviamente tutto ciò mette in moto la spirale virtuosa dei costi pagati da ricavi all’altezza, quindi della capacità di fatturare almeno il 50% in più (160 milioni) sopratutto dal commerciale, visto che dai ricavi da stadio (botteghino e abbonamenti) e dai diritti televisivi non si può pretendere di più. Dopo questa proposta, non torneò più sulle voci di mercato del Napoli fino alla fine di agosto, se non per commenti parziali di affari conclusi. Alla fine tireremo le somme e sapremo chi è veramente De Laurentis. A presto.

 Paolo Paoletti per OltreQuotidiano.com

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