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LA RIVINCITA DI LORENZO

Papà Insigne: "Tutti dicevano: bravo, ma piccolo"


Papà Insigne: 'Tutti dicevano: bravo, ma piccolo'
19/06/2012, 09:06

Vedere per credere. Lorenzo Insigne, proprio come tutta la sua famiglia, aspetta di vestire ufficialmente la maglia del Napoli prima di festeggiare: «L’altro giorno – racconta suo padre Carmine —, un amico gli ha ricordato che deve offrirgli una cena per il passaggio al Napoli, lui ha risposto che lo farà solo dopo la prima partita». A papà Carmine, alla mamma Patrizia ed al più grande dei quattro fratelli Insigne, Antonio (trequartista dell’Ortese in Eccellenza), sembra di vivere un sogno.
Vacanze - Lorenzo sta tornando a casa a Frattamaggiore (dove intanto trascorre le vacanze) e lo sta facendo per giocare nel Napoli, la passione di famiglia. «Verrà a stare da noi – spiega mamma Patrizia —, finalmente a pranzo non vedrò più la sua sedia vuota. Il suo piatto preferito? Ha imparato a mangiare sano, adora il pesce. Non gli piace il ragù». Quello della domenica, il giorno consacrato al calcio. È così da sempre, da quando frequentava la scuola calcio Olimpia Sant’Arpino. Da lì, Peppe Santoro lo prese per portarlo nel vivaio del Napoli. «Tutti dicevano che era bravo, ma piccolino – continua papà Carmine —. Non lo facevano giocare. Lui ha tenuto duro, quella è stata la sua forza». Gli agenti di Insigne, Ottaiano, Andreotti e Della Monica annuiscono compiaciuti. Loro hanno sempre creduto in Lorenzo, ora raccolgono i frutti. Carmine Insigne svela aneddoti e retroscena: «Io sono severo, ancora oggi Lorenzo ha la ritirata alle 23. Però, quando ha esordito in serie A contro il Livorno ho pianto. Eravamo a casa davanti alla tv, in trasferta non lo seguiamo spesso. Ho paura dell’aereo e, a dire il vero, ce l’ha anche Lorenzo». Che però non ha paura di volare. Cavese, Foggia, Pescara, l’Under 21 e adesso, finalmente, Napoli: «L’ho sempre seguito – dice mamma Patrizia — e guai a chi lo critica». I suoi vicini di posto al San Paolo sono avvertiti.
Pippone - Papà Carmine vuole godersi la «loro» esultanza anche a Fuorigrotta: «Pollice ed indice per allungarsi il naso, così mi prende in giro. Il mio è un po’ grande, lui mi chiama Pippone». Anche Carmine giocava. Piede sinistro e maglia numero 11, lo stesso di Lorenzo a Pescara: «Lui non lo chiederà, ma se Maggio glielo lasciasse…». I genitori di Insigne non temono l’effetto San Paolo: «Lorenzo ha personalità, anche con l’Under gioca tranquillo. Si farà conoscere e stimare pure da Mazzarri. Non è importante che parta titolare, saprà sfruttare le sue occasioni».
In tandem - Papà Carmine sogna che faccia coppia con il fratello piccolo Roberto (stellina della Primavera che il Napoli potrebbe portare in ritiro prima di passarlo poi in prestito in Lega Pro): «Sarebbe il massimo, intanto chissà che non vadano tutti e due a Dimaro. Mia moglie ed io ci saremo». Vedere per credere.
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT
PdM

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di Redazione
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