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LO SCRIVE ANTONIO CORBO

"Pari con City e Bayern eccitanti, ma affannati"


'Pari con City e Bayern eccitanti, ma affannati'
20/10/2011, 09:10

La Champions aspettava Bayern e Manchester City. Scopre invece il Napoli tra le sedici meraviglie del calcio europeo. È la novità dopo tre turni, come il Porto è la delusione. A metà del girone A, secondo con 5 punti, una vittoria che ha stroncato il Villarreal e due ruggenti pari con i colossi del calcio tedesco e inglese, il Napoli corre verso gli ottavi. Più che il ritorno con il Bayern il 2 novembre, decide al San Paolo la sfida con Manchester City.
Il terzo posto sarebbe malinconico: entrare nei sedicesimi di Europa League. L’impresa del Napoli ha quattro motivi di grande pregio. Sorprende perché non ha fermato il Bayern la sontuosa fantasia dei suoi campioni, ma il coraggio degli umili, l’ira dei combattenti che ribalta partite compromesse, la freschezza dei maturi Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio con De Sanctis il più grande affare della società nel rapporto costo-qualità. Emoziona l’orgoglio delle rimonte, quando si ribella al dominio dei rivali e la sua forza diventa spettacolo. Conquista Platini la copiosa cascata di milioni (già sette e mezzo) che la città riversa nel club di Aurelio De Laurentiis, né sfugge all’Uefa nello stadio più suggestivo d’Italia la correttezza del pubblico. Anche il questore Luigi Merolla ha ieri rilevato la civiltà di contegno all’interno del San Paolo, colmo oltre misura. Fa sperare infine il coro di elogi in tv, Arrigo Sacchi in prima fila. Le voci più autorevoli del calcio danno un segnale. Semaforo verde: corri Napoli, vuol dire questo, l’Italia ti aspetta. Ma l’enfasi deve lasciare spazio anche alla riflessione.
I tifosi più esigenti e fedeli si chiedono che cosa possa fare di meglio e di più questa squadra. Due le traiettorie per andare oltre i pari strappacuore, eccitanti ma troppo affannati. La prima: il recupero di due campioni. L’altra: un più felice disegno tattico senza pause attendiste in panchina. Cavani è stato sostituito. Va compreso. Ha saltato il ritiro per la Coppa America vinta dall’Uruguay. I suoi muscoli sono diversi da quelli del connazionale Gargano, che migliora se gioca spesso. Cavani merita una tabella di recupero e magari qualche turno di riposo. Ecco, questo è turnover. Non la discussa formazione di Verona con il Chievo. Peccato che il Napoli non abbia acquistato un attaccante per affiancare o sostituire il bomber uruguaiano. Non bastava Lucarelli, come si sentiva dire in estate, ricordate? Hamsik è invece avvilito per l’esclusione della Slovacchia dagli Europei. Non solo nazionalismo. Perde una vetrina internazionale. Non gli sarà facile tornare al centro del prossimo mercato. Se ne farà una ragione. Meglio ridefinire il suo modulo. Non basta uno, anche se Mazzarri ritiene che sia «il più innovativo, molto apprezzato all’estero, criticato invece in Italia». Si sarà accorto che martedì la sua fede nella difesa a tre è stata tra le cause del disagio iniziale, rimarcato dal gol a freddo di Kroos, un giovane tra i più interessanti d’Europa, ricorda il primo Zidane. La difesa a tre non va accantonata, per carità. Ma non funziona contro avversari che schierano una sola prima punta e due esterni alti e larghi. Martedì tre dietro Gomez. Delle due l’una: o si accetta la folle sfida di tre contro tre, impossibile, altrimenti giocoforza la difesa passa a 5, perché arretrano gli esterni. Come l’altra sera. Con Maggio a destra costretto a curare Ribery e Zuniga a sinistra per Muller. A tratti, sono stati in due su Gomez, Campagnaro nomade, e Kroos libero come dimostra il suo gol. Nel primo tempo uno in più in difesa, uno in meno al centro, dove Gargano scorrazza disordinato come un cavallo brado, avendo perso le briglie l’ingrigito Inler. Mazzarri ha capacità e tempo per rettificare le posizioni, Ma anche per riflettere sugli obiettivi. Puntare sulla Champions è giusto, ma non solo. Mai sottovalutare il campionato. Sono nel pieno della maturità i difensori. Ultratrentenni. La squadra sarà da rinnovare. Viste le altre in Italia, per lo scudetto meglio cogliere l’anno fuggente.
FONTE: ANTONIO CORBO PER REPUBBLICA

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di Redazione
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