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Pedullà:"Auguri a Diego, numero uno del calcio"


Pedullà:'Auguri a Diego, numero uno del calcio'
30/10/2010, 15:10

Un amico mi ha illuminato: è Unico anche in questo. Diego Maradona festeggia i 50 anni il 30-10-10. Oggi, appunto. Fate la somma, il totale dà cinquanta. Sì, Unico anche in questo. Come lo era in campo: l’artista che non ti dava il tempo di memorizzare la cosa meravigliosa che aveva creato, la pennellata del genio. Perché poi ce n’era un’altra. E poi un’altra ancora. Grappoli d’uva da divorare senza soluzione di continuità: chicchi dolcissimi. Oppure fragole da mandare giù. Scorpacciata. Indigestione. E nessun mal di pancia. Anzi, gioia per gli occhi e per l’anima.

CantaNapoli da sempre. Più di Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio. CantaNapoli perché parlava con i piedi, erano concerti meravigliosi. CantaNapoli perché ha vissuto la città, l’ha respirata, è caduto in tentazione, ma si è rialzato. Sempre. E se non si è rialzato, pazienza: perché a Diego si perdona tutto, perché Maradona è Maradona. Meglio di Pelè? Ma sì, ma dai, ma ditelo anche voi che non avete visto ‘O Rey con una certa continuità. Ammettetelo pur avendo nella testa fotogrammi sbiaditi di Pelè, pur non avendo avuto la possibilità di ammirarlo dal vivo o in televisione. Maradona era, è, sarà di un altro livello. Numero uno. CantaNapoli, appunto. Meglio: CantaCalcio. Il mito che trascina le folle, il carattere più difficile che ci sia quando prende posizione. Ma l’uomo più dolce in circolazione, al punto che in tanti lo hanno sfruttato. Compresi i fenomeni che nell’ultimo periodo hanno continuato a ripetere di essere amici veri. Veri? Lasciamo perdere, sono frottole.

Sono cinquanta (anni) e arrivano dopo qualche vicolo cieco che ha saputo superare. Con i suoi eccessi, eterni. Con le sue polemiche, sistematiche. Anche da selezionatore dell’Argentina. Quando lo nominarono dissi: “Se farà il 30 o 40 per cento di ciò che ha fatto in campo, sarà un fenomeno”. Non so se l’ha fatto oppure no. So che magari, ci risiamo, qualcuno gli ha teso una trappola. E dopo averlo visto con il vestito da matrimonio durante Sudafrica 2010, ora gli regalano minuti, ore e giorni di tormenti. Perché Maradona è rimasto attaccato alla panchina dell’Argentina. Esattamente come noi resteremo attaccati al suo canto libero, inimitabile, su un tappeto verde. Oggi è il giorno di San Silvestro del calcio, tappi che volano via per festeggiare Diego. Semplicemente, number one. Auguri: come te nessuno mai.
Alfredo Pedullà per Datasport

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di Redazione
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