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PARLA ZEMAN

"Perché il calcio non s'è fermato per Mancini"?


'Perché il calcio non s'è fermato per Mancini'?
18/04/2012, 11:04

«Dopo la morte di Franco Mancini abbiamo dovuto giocare con il Bari, invece, dopo la scomparsa di Piermario Morosini, giustamente, il calcio si è fermato». Queste le parole pronunciate dall’allenatore del Pescara, Zdenek Zeman, che dopo giorni di silenzio è tornato a parlare in pubblico. Zeman lo ha fatto davanti agli studenti delle scuole superiori di Ortona, durante un convegno organizzato dagli istituti che aderiscono al progetto legalità del Comune abruzzese. Trattamento diverso Le frasi del boemo appaiono molto dure, ma il suo intento è quello di evidenziare con forza che, dopo la morte del 43enne preparatore dei portieri del Pescara (con l’allenatore boemo già ai tempi del Foggia in Serie A), non è stato riservato lo stesso trattamento alla sua squadra. «Per me quella di venti giorni fa è stata una mazzata più grande perché Franco era come un figlio, ma sono due tragedie incredibili che addolorano tutti e mi dispiace che siano state trattate in modo diverso. Queste cose accadono nel calcio e nella vita, mi sento vicino ai calciatori del Livorno, con Mancini abbiamo vissuto lo stesso dolore». Zeman ha poi chiarito la sua posizione riguardo al mancato rinvio della gara con il Bari (persa 2 1 dagli abruzzesi a poche ore dalla scomparsa dell’ex portiere). «La Lega dice che nessuno lo ha chiesto? Io non sono il Pescara e non mi pronunciai perché ero coinvolto emotivamente e personalmente, ma, di certo, sarebbe stato giusto rinviare la partita".
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT
PdM
 

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di Redazione
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