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Perchè se vince Stoner, il merito è di Rossi?


Perchè se vince Stoner, il merito è di Rossi?
19/10/2010, 13:10

Care lettrici, cari lettori, motociclisti tutti, quest’articolo nasce non per raccontare un fatto di cronaca sportiva, o per osannare le gesta di un pilota, ma come risposta a strane tesi che si leggono in giro, scritte da colleghi che credo diano i numeri della tombola natalizia prima del tempo. Oggetto della discussione è il ritorno alla vittoria del duo Casey Stoner-Ducati. Qualcuno ha affermato che il poker di vittorie di quest’anno dell’australiano Stoner, sia il frutto non delle intuizioni magiche dell’ingegner Filippo Preziosi, nemmeno del talento del canguro mannaro, bensì delle “pillole di saggezza” che Valentino Rossi stia regalando allo sviluppo della desmosedici. A sentir costoro, sono pillole che hanno sulla rossa lo stesso effetto che il Viagra ha su un essere umano, che dai test di Aragon hanno avuto la capacità di trasformare la Gp 10 da ronzino cadente in puledro vincente.

D’accordo la libertà di pensiero, va bene che Rossi e Preziosi sono amici, ed è normale che tra le parti che l’anno prossimo staranno insieme a lottare ci sia già del dialogo, ma simili affermazioni come nascono? Che nelle ultime prove del campionato l’australiano e l’italiana siano una coppia che ecciti gli animi degli appassionati, è un dato inconfutabile, ma questo è il risultato dell’alchimia fatta dal duro lavoro dei tecnici di Borgo Panigale e dal polso del numero 27. Ad inizio stagione Stoner non è stato all’altezza delle aspettative, e le ripetute cadute hanno minato il suo cammino iridato. Casey ha sempre additato come causa delle sue prestazioni sottotono la mancanza di feeling con l’anteriore. Nei test che si sono svolti poche settimane fa ad Aragon, sulla desmosedici si è cambiata la distribuzione dei pesi, ed ecco rifiorito l’amore tra il campione del mondo 2007 e la Gp 10, tutto qui. Lo sviluppo di una moto, grosso modo, parte dalla profonda conoscenza del pacchetto che si ha a disposizione, ed ha come intento colmare le lacune tecniche, per enfatizzare i pregi di guida. Tutto questo lavoro ha il semplice fine di far esprimere al meglio il pilota in gara. Ognuno di questi ha, poi, uno stile diverso, ed è davvero fantascientifico affermare che la moto che va bene per Rossi, vada bene anche per Stoner, e viceversa. Certo, ci sono delle buone basi di partenza, ma nel box i tecnici sono sempre attenti alle sensazioni che il rider vive, per apportare le modifiche richieste dal caso. Ogni moto, quindi, anche se della stessa marca, avrà comportamenti differenti. Le prestazioni, a mio avviso, sono il mix di un progetto sano, di uno sviluppo giusto, e del talento dei tecnici e del pilota. Guardiamo ad esempio il caso della Yamaha M1; negli anni scorsi lo sviluppo è stato curato dal biondo di Tavullia, ma quest’anno a raccogliere i frutti è stato Lorenzo. Come mai, se i due hanno stili totalmente diversi? Prima della caduta del Mugello, se Lorenzo e non Rossi faceva volare la moto dei tre diapason, era semplicemente perché lo sviluppo portato avanti nel box del numero 99 è stato il più efficace nel permettere a Jeorge che esprimersi al meglio. E’ normale che se una moto che soffre di mancanza di trazione, con i giusti interventi su come interviene il traction control vada meglio. Questo però non significa che tutti i suoi cavalieri avranno gli stessi miglioramenti. Ci sarà sempre chi vorrà un controllo di trazione meno invasivo, per far scivolare meglio la moto, ed altri che vorranno un maggiore intervento della centralina, per uscire il più puliti possibile. Non capisco, quindi, come si possa dire che se Stoner vince sia merito di Rossi? Se Rossi non ha mai provato la rossa, su quali parametri si basano i suggerimenti per migliorarla? Per caso Valentino si è trasformato in un santo al quale chiedere l’intercessione? Se si ragiona allo stesso modo di chi parla di pillole di saggezza, allora Pedrosa dovrebbe ringraziare Stoner per il record personale stagionale di vittorie, perché è lui che guida l’evoluzione della moto per il 2011? Per cortesia, cari colleghi: prima di scrivere articoli sul motociclismo, almeno in sella andiamoci!

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di Alfredo Di Costanzo
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