Sport / Calcio

Commenta Stampa

Ancora due pesi e due misure nella giustizia sportiva

Pizarro ferito da un petardo a Cagliari. Chi ne parla?



Pizarro ferito da un petardo a Cagliari. Chi ne parla?
07/01/2010, 19:01

CAGLIARI - Dodicesima giornata di campionato, la Roma ed il Cagliari si affrontano al Sant'Elia per uno scontro diretto al sapor d'Europa. I giallorossi iniziano bene, rifilando due goal ai padroni di casa. I cagliaritani riescono a ripetere un recupero mozzafiato nel finale e a siglare il 2-2 ad un attimo dal fischio finale.
Ciò che a noi interessa evidenziare (dato che poche testate sportive di rilievo lo hanno fatto con la dovuta cura) è però l'episodio accaduto poco prima dell'inzio della seconda frazione di gioco. David Pizarro, uscito dagli spogliatoi e pronto a riprendere il suo posto in campo, viene infatti fortemente stordito dall'esplosione di un grosso petardo. Per alcuni minuti il centrocampista della Roma resta a terra, mani sul volto e sanitari tutt'intorno. Si teme il peggio ma, fortuntamente, il giocatore si rialza e può addirittura tornare a giocare. Tutto e bene ciò che finisce bene, dunque.
Tuttavia chi ha buona memoria ed un pizzico di senso della giustizia, non può che farsi una domanda:"E se fosse successo a Napoli"? Titoloni in prima pagina su tutti i giornali principali, il ministro Maroni probabilmente pronto a sfornare una nuova legge anti-tifo partenopeo e ad interdire lo stadio S.Paolo per sei mesi. Siamo esagerati? Abbiamo un atteggiamento vittimistico? Le argomentazioni razziste sarebbero sicuramente queste ma, chiunque ha il coraggio di sostenere una cosa simile, probabilmente non conosce la storia calcistica degli ultimi tempi, le sanzioni sportive unilaterali e le clamorose "sviste" dei giudici sportivi riguardo i numerosissimi episodi indecorosi che non capitano in città come Napoli, Palermo, Catania ecc...
E pensare che, per la sola espolosione di petardi, la società di De Laurentiis veniva (e viene) multata con diverse migliaia di euro e rischia ogni volta la squalifica del campo. Ovviamente siamo in pieno accordo con certe norme e riteniamo doverose le "punizioni" date al tifo marcio ma, converrete, l'utilizzo di due pesi e due misure non va più tollerato. Emblematico l'episodio del treno Napoli-Roma che fece scalpore per i presunti atti di vandalismo dei tifosi partenopei. Un'inchiesta di Rainews24 smentì clamorosamente le versioni catastrofiche riferite da molti telegiornali (anche nazionali sic) e riviste specializzate. Nessun danno eccezionale, nessuna aggressione ai passeggeri; niente di tutto ciò che era stato raccontato. Intanto ingiurie, calunnie, infamie e provvedimenti presi al volo contro la società. Scoperto l'inganno a qualcuno è venuto per caso in mente di chiedere scusa? Di spargersi il capo di cenere e di affermare:"Scusateci, siamo dannatamente razzisti e quindi ciechi ed ingiusti; non capiterà più"?. Assolutamente no: la spocchia infinita di alcuni giudici sportivi probabilmente filo-leghisti ha avuto la meglio sul buonsenso.
Il punto ora è decidere se si vuol lasciare le cose così come sono o dimostrare finalmente un po' di orgoglio; richiedendo giustizia ed equità di trattamento per tutte le tifoserie. Il calcio potrebbe essere reputato un argomento di disputa simile ma, dal punto di vista sociale, rappresenta uno specchio incredibilmente valido e prezioso sul modo di agire, pensare e vivere degli italiani. Lo sport nazionale, che piaccia o no, è il modo più rapido e fedele per testare il rapporto tra gli abitanti delle diverse regioni ed il modo in cui le istituzioni e la politica si pongono nei riguardi di questi ultimi. Far finta che non sia così e sminuire il razzismo sportivo equivale ad essere in totale ed intollerabile malafede.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©