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L'ANALISI

Poco furbi dinanzi al diavolo


Poco furbi dinanzi al diavolo
25/10/2010, 22:10

Non basta il cuore. A questo Napoli serviva più grinta per poter superare il Milan delle stelle, e forse anche un pizzico di furbizia in più. Probabilmente è mancato più il secondo che il primo ingradiente. Poco furbo è stato Pazienza, a beccarsi due gialli per fallo di mano nel giro di appena otto minuti. La sua espulsione è pesata, eccome, sull'andare della partita. Senza l'uomo in meno, forse il Napoli non avrebbe preso il secondo gol in contropiede e avrebbe giocato in modo diverso il secondo tempo. Tutt'altro che furbo è stato Aronica, a farsi prendere in velocità da quel redivivo Massimo Oddo, entrato a freddo in campo dopo mesi senza calcio giocato. Poco furbo è stato anche Sosa, capace di calciare fuori da calcio d'angolo una delle ultime azioni buone del Napoli. Furbo, sì, è stato il diavolo. Poche azioni nel primo tempo; la capacità di aggrapparsi ai singoli leader; la rete del vantaggio al momento giusto. Quanto basta per domare un ciuccio con la lingua di fuori dopo la partita di giovedì. Si salvano solo in due. De Sanctis, capace di chiudere la porta azzurra per ben quattro volte in faccia ai rossoneri; e il magico Ezequiel Lavezzi, unico giocatore del Napoli a mettere in pentola gli ingredienti che servivano: la grinta, dimostrata nel rincorrere ogni pallone e combattere muso contro muso con "tosto" Sokratis Papasthatopoulos; e la furbizia, nell'inventarsi da terra, dal nulla, una magia come il gol del 1-2. Lui si che meritava il secondo posto.

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di Salvatore Formisano
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