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IL CIUCCIO CHE VOLA

Polpette senza sale


Polpette senza sale
14/11/2010, 20:11

Sarebbe banale fare riferimento al titolo di un celebre western per la sfida quasi al vertice tra cowboy laziali e gli indiani pelle azzurra, che provano l’ennesimo assalto alla diligenza. Ma l’orario di inizio della gara porta inevitabilmente il pensiero anche agli emozionanti duelli tra pistoleri, che nei film si svolgevano sempre verso mezzogiorno.

Reja e Mazzarri si avviano verso le rispettive panchine, camminando con le gambe più a texani del solito, con le mani parallele ai foderi virtuali. Mazzarri butta la cicca a terra in segno di sfida. Reja sputa, ma semplicemente per abitudine.

Inizia l’aperitivo a base di polpette appena fritte e vino rosso. E’ quasi scientificamente provato che le polpette della domenica portano bene. Sono anni che le polpette della madre del sottoscritto sono imbattute. Per tradizione, bisogna mangiarne tre belle calde prima di pranzo.

Inizia la partita.  

3’ Telecronista di Mediaset Premium: “E’ ufficiale, Zarate sta giocando come prima punta e Floccari agisce tra le linee”.

4’ Agostinelli: “E’ ufficiale, Zarate sta giocando come prima punta e Floccari agisce tra le linee”.

Mio zio, che è convinto che dalla televisione sentano noi come noi sentiamo loro, urla indispettito: “Uèèè, avimmo capito”!

9’ E’ ufficiale, Zarate in posizione di prima punta riceve un assist invitante in area, controlla il pallone con una mano, ma ciò nonostante si mangia un goal.

13’ Zarate, in posizione di prima punta, finisce in off-side.

14’ Zarate, in posizione di prima punta, controlla di nuovo il pallone con il braccio e fa goal. E’ ufficiale, l’arbitro è bip bip bip bip (autocensura), così come è ufficiale che Agostinelli porta jella e che Mazzarri ha sbagliato marcatura.

16’ Hamsik, in posizione di fuorigioco, riesce a sbagliare un goal a porta vuota a trentasei centimetri dalla porta.

18’ Agostinelli cerca di tranquillizzare i supporters azzurri ricordando loro che: “il Napoli ha pazienza”. I napoletani, invece, sono tranquilli soprattutto perché manca Gargano.

20’ La partita non si sblocca. Ingurgito la quarta polpetta per aiutare la barca. Anche se, dopo un tegamino di gnocchi con la mozzarella, non bisognerebbe esagerare. Ma il Napoli è il Napoli. Per gli azzurri qualsiasi sacrificio.

22’ Tiro a giro di Hernanes dal limite, il pallone gira in ritardo e finisce nella fontana di Trevi.

23’ Mazzarri si toglie la giacca, in segno di sfida.

24’ Reja sputa, ma sempre per abitudine.

25’ Zarate, in posizione di prima punta, controlla per la terza volta il pallone con un braccio, ma anziché fruttargli tre cartellini gialli gli hanno dato un goal in omaggio.

27’ Maggio, la cui autopsia ha dato come inaspettato risultato che l’esterno partenopeo è vivo, serve un assist a Cavani, la cui fucilata abbatte trentasei tifosi laziali.

28’ Dopo un’azione da flipper in area laziale, Lavezzi con una magia delle sue colpisce in pieno la traversa.

29’ Reja sputa e comincia a guardare l’orologio

Mio padre prova a pareggiare ingoiando la sua sesta polpetta. Sono ottime anche fredde.

31’ Straordinario intervento in chiusura di Grava su un attaccante lanciato a rete, che si esibisce in un doppio salto mortale, con avvitamento.

32’ E’ ormai incontestabile che Cannavaro su Zarate non è stata una scelta felice e che Reja, conoscendo il passo del centrale partenopeo, ha azzeccato la mossa di mettere il veloce pallavolista argentino in posizione centrale. Ci si chiede se confermare il recuperato Santacroce e piazzarlo su Zarate non fosse stata un’idea costruttiva.

Campagnaro, come spesso accade quando è in forma, applica alla perfezione la diagonale, nel senso che copre sinistra, centro e destra da solo.

38’ Entra Matuzalem al posto di Brocchi. Considerati i nomi, nessuno dei due dovrebbe  essere in grado di arrecare troppi danni.

40’ Reja sputa.

41’ Mazzarri osserva Hernanes che smista palloni a destra e a manca, e calcia indifferentemente di destro e di sinistro e si chiede perché non lo abbia preso il Napoli.

43’ Pregevole quanto inaspettato (soprattutto dai laziali) gesto tecnico di Lichtsteiner, che sul fondo si porta avanti il pallone con il tacco, mette al centro per Cannavaro, che manca di poco l’autorete.

45’ Campagnaro anticipa di testa Mauri, appoggiando successivamente le mani sulle spalle  del laziale, che precipita a terra tenendosi una volta la caviglia destra e dopo un paio di giravolte quella sinistra. Mario Merola da lassù applaude la sceneggiata del laziale, che dopo due minuti di atroce sofferenza non ben localizzata riprende a saltellare e a correre come un cerbiatto miracolato, ripreso dai curatori della rubrica per i migliori tuffi della domenica.

47’ Dias mette la palla in calcio d’angolo, ma il guardalinee è daltonico e concede il fallo di fondo.

I cronisti di Mediaset, dopo aver rivisto più volte il replay dell’azione del goal della Lazio, danno dimostrazione della loro ignoranza in anatomia, al punto di non saper distinguere petto, braccio e spalla.

Secondo tempo, esce Agostinelli ed entra Auriemma.

50’ Zuniga tenta di riscaldarsi a centrocampo. Conoscendo il suo ex allenatore, cerca di stare alla larga dalle pozzanghere per non annegare.

56’ Grava riesce finalmente a commettere un fallo su Zarate e viene ammonito. La domanda nasce spontanea: non sarebbe il caso di far entrare Santacroce e piazzarlo su Zarate, schierando anche una difesa a quattro? Possibile che addirittura Reja abbia abbandonato quella maledettissima difesa a tre e noi ancora dobbiamo pagare le conseguenze di questa tattica non adatta ai difensori che abbiamo?

57’ Reja sputa. Mazzarri si asciuga gli schizzi.

58’ Il guardalinee posiziona la boa per segnalare la zona a bordo campo dove ormai non si tocca più.

60’ La difesa azzurra gioca alle belle statuine, Zarate serve Floccari che è solo come un cactus nel deserto e infila la seconda spina nel fianco di noi già sofferenti malati di azzurrite cronica.

62’ Esce Grava ed entra Sosa. Mazzarri, dopo che le vacche sono scappate, mette il recinto e schiera la difesa a quattro.

65’ Cavani - che in allenamento ha vinto in coppia con Gargano la gara di punizioni (il che è tutto dire) – si incarica del tiro dal limite, ma la palla finisce al solito posto.

66’ E’ ufficiale: Cannavaro su Zarate non è cosa buona e giusta. De Sanctis compie un miracolo sull’ennesimo tiro dell’argentino ma il ruolo di bersaglio non gli va a genio.

71’ Sosa, come ogni tanto accade, mostra sprazzi della intuibile classe, il suo tiro è forte, teso, ma fuori fuoco.

72’ Qualche commensale di fede diversamente azzurra si alza da tavola e accende il maxischermo del salone per l’imminente inizio del Gran Premio di Formula Uno.

73’ Mauri, che ancora non ha smaltito le botte alle caviglie del primo tempo, esce sostituito da Bresciano. Mario Merola e il pubblico di fede laziale applaudono la sua uscita di scena.

74’ Una voce di non individuata provenienza mi chiede se mi piace la Formula Uno. Rispondo: senza guardare e riconoscere l’interlocutore: “Solo la partenza”. Ma l’interlocutore insiste e precisa: “Ma stanno partendo”. Preciso: “Ma non quando partono mentre gioca il Napoli.

77’ Zarate è solidale con il suo marcatore, che - dopo le ultime discrete prestazioni - si era preso una giornata di ferie, e colpisce la traversa.    

78’ Entra Dumitru ma nessuno riesce a capire chi sia uscito tra le fila del Napoli.

79’ Reja chiede a Garrido di riscaldarsi. Il giocatore si munisce di pinne, fucile ed occhiali e inizia a nuotare a bordo campo.

80’ Sono arrivato ormai a otto polpette! L’ottimismo vorrebbe abbandonarmi prima che l’obesità sopraggiunga.

85’ Le polpette fritte che ho divorato sono dieci, mio padre all’ottava si è alzato da tavola e si è posizionato a distanza di sicurezza dalla tavola..

93’ Inizia la partita del Napoli. Qualche ottimista spera in qualche tiro da tre. Ma, mentre ingoio l’ultima inutile polpetta, l’arbitro fischia la fine.

A Cagliari il Napoli aveva giocato la più bella brutta partita della stagione ed aveva vinto al 94’. A Roma, ha giocato la peggiore brutta partita dell’anno solare, e ha perso già al primo minuto con la marcatura sbagliata su Zarate.

Onore a Reja, che dopo la partita, da vero Signore qual è, va sotto al settore dei napoletani a salutare i suoi ex tifosi, che lo applaudono per il primato riconquistato, ahinoi a nostre spese.

Come tecnico non ne ho mai condiviso le scelte, nonostante i discreti risultati raggiunti. L’Uomo, per la serietà, il carattere, e la professionalità profusa, si è meritato l’affetto e la stima di tutti.

Non eravamo eccessivamente ottimisti quando abbiamo vinto, non siamo oltremodo pessimisti ora. La squadra era evidentemente stanca, scarica e svuotata. Ma è umano. Così come l’errore di impostazione della partita di Mazzarri. Avrà sbagliato solo una mossa, ma gli è stata fatale. Eppure Reja ha copiato proprio da lui, schierando una mezzapunta rapida al centro dell’attacco per mettere in difficoltà il lento centrale avversario.

Dal salone, una voce familiare comunica che Webber ha un problema alle gomme, la risposta immediata e sincronizzata del gruppo di esagitati è…

Vabbè, con un po’ di fantasia, potete immaginarla da soli.

Le polpette di mia madre, intanto, hanno perso l’imbattibilità. E pure De Sanctis. Di polpette me ne sono sparate undici, tutte a salve. De Sanctis ne ha beccate due. Ma, almeno lui, non ne ha colpa.

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di Gianni Puca
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