Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

SI DISCUTE

Potremmo rivederli così?


Potremmo rivederli così?
29/04/2011, 10:04

L'immagine non deve procurare paura. La foto è vecchia di qualche anno, ed anche i due volti non hanno più gli stessi lineamenti. Sullo sfondo il simbolo di una squadra terza che niente ha a che vedere con gli affari in ballo oggi. Eppure gli stessi soggetti potrebbero rimettersi in eguale posizione a distanza di qualche anno e stringersi nuovamente la mano. Walter Mazzarri e Beppe Marotta sono tutto sommato l'uno l'antitesi dell'altro. Focoso e sanguigno il primo, acuto e lungimirante il secondo. Il loro è stato un rapporto di amore e odio nel corso del tempo. Ma entrambi hanno in comune una carriera lunga, fatta di gavetta tra le piazze piccole, prima di arrivare ai grandi palcoscenici. E chi fa gavetta non si accontenta di restare a "metà". Ambisce sempre ai massimi traguardi per arrivare fino in fondo la strada del successo. E per farlo, sà che può tornare anche a stringere la mano a qualche nemico.

IL RAPPORTO - Mazzarri e Marotta si incrociano per la prima volta nell'estate del 2007 a Genova. Marotta, allora direttore generale ed amministratore delegato dell'U.C. Sampdoria, porta Mazzarri in Liguria dopo la straordinaria stagione condotta dal tecnico livornese alla guida della Reggina, salvandola pur sotto ampia penalizzazione. Il rapporto dura due anni, in cui il dg doriano regala a Mazzarri due talenti come Cassano e Pazzini con altrettanti autentici colpi di mercato. E' un'intesa solida quella tra i due, che finisce con la chiusura dell'era doriana di Mazzarri, che il 31 maggio 2009 lascia la Samp.

NAPOLI - In pochi lo sanno, ma Mazzarri e Marotta potevano oggi essere entrambi nello staff della Società Sportiva Calcio Napoli. La scorsa estate, infatti, al momento dell'annuncio delle sue dimissioni dalla carica di dg della Sampdoria, Marotta rivelò un clamoroso retroscena. Per lui erano arrivate alcune offerte da vari club italiani. Tra questi c'era quella di Aurelio De Laurentiis, che aveva tutta l'intenzione di portarlo a Napoli e ricostruire l'accoppiata con Mazzarri in panchina. Marotta però rifiutò, attratto dalla proposta più allettante della Juventus. Quest'anno gli è andata male. Ma la gavetta insegna ad ambire...

OGGI - I rapporti tra Marotta e Mazzarri sembravano essersi declinati, e invece a risistemare le cose si è messo Fabio Paratici, coordinatore dell'area tecnica della Juventus e grande amico dei due. La Juventus ha in mente un progetto a lungo termine. Lo stesso John Elkann ha parlato ieri di un programma triennale da 100 milioni di euro. Ciò vuol dire che la società bianconera non cerca per forza un tecnico che la renda subito vincente (e che chieda soprattutto in cambio tanti acquisti onerosi), ma punta ad un allenatore di prospettiva che sappia valorizzare i suoi giocatori e costruisca un gruppo forte nel giro di un triennio. L'identikit perfetto di Mazzarri, che è stato capace in due bienni di portare al salto di qualità prima la Sampdoria e poi il Napoli.

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©