Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

LO SCRIVE IL CORRIERE

Prof. Paloscia: "Morosini era già morto in campo"


Prof. Paloscia: 'Morosini era già morto in campo'
15/04/2012, 10:04

La fidanzata Anna è arrivata ieri sera intorno alle 22,00 e ha preso alloggio all'hotel Carlton. A sostenerla, oltre ai dirigenti del Livorno, è arrivato anche il presidente della Lega di serie B, Andrea Abodi. Chiusa nel suo silenzio, dopo aver passato insonne la notte probabilmente più brutta della sua vita, stamattina dovrà sottoporsi al tremendo atto del riconoscimento del suo Piermario. E' toccato invece al professor Leonardo Paloscia, alle ore 16,45 di un pomeriggio maledetto, il triste rito della comunicazione ufficiale. Stravolto, sudato all'inverosimile, per 90 lunghissimi minuti ha cercato di restituire alla vita il povero Piermario. Gli occhi rossi, una lacrima a rigargli il viso, il direttore dell'Unità coronarica dell'ospedale di Pescara non avrebbe mai voluto essere lì in quel momento. «Stavo guardando la partita dalla tribuna, appena l'ho visto accasciarsi ho percepito la gravità della situazione. Mi sono precipitato per le scale, a parte gli inevitabili intoppi degli stuard che non sapevano chi fossi credo di essere arrivato presto, o comunque in tempo utile. Mentre gli praticavo il massaggio lo abbiamo intubato e ventilato durante la corsa all'ospedale, poi abbiamo fatto di tutto, anche il pace maker. Il suo cuore però non ha fatto un solo battito. Praticamente è morto in campo». Il dottor Ernesto Sabatini, uno dei sanitari dello staff biancazzurro guidato dal professor Salini, ha aggiunto: «Il defibrillatore era in campo, ma si deve usare solo dopo il massaggio cardiaco. Poi non dava l'ok, non c'era il minimo impulso su cui intervenire. Sembra paradossale, ma i casi di morte improvvisa sono molto più frequenti negli atleti che nei sedentari. Possono esserci dei disturbi elettrolitici difficili da individuare con i normali esami e che andando con le frequenze altre appaiono di colpo. L'atleta è come una macchina potente che va sempre e pieni giri e ha un motore con più possibilità di rompersi rispetto a una 500».

FONTE: CORRIERE DELLO SPORT

Commenta Stampa
di Luigi Russo Spena
Riproduzione riservata ©