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LO SCRIVE IL MATTINO

Pronto soccorso sui campi per tutelare gli atleti


Pronto soccorso sui campi per tutelare gli atleti
16/04/2012, 11:04

La prevenzione della medicina sportiva italiana è tra le migliori al mondo. L’idoneità viene rilasciata da specialisti che vantano competenza in materia. È chiaro che occorre fare sempre meglio e adesso la tragedia di Morosini propone nuovi interrogativi. Maurizio Casasco, presidente della Federazione Medici Sportivi, vuole portare, insieme al Coni, il suo contributo per migliorare prevenzione e soccorso in campo. «Siamo a disposizione, insieme al Coni, del ministro Gnudi per dare qualsiasi supporto», ha chiarito Casasco. Il pronto soccorso in campo è la prima proposta per gestire l’emergenza anche se Casasco ci tiene a precisare che non occorre farsi prendere dall’emozione. Il presidente della Fims ricorda che in Italia vige, grazie a una legge, il certificato di idoneità. «Non facciamo allarmismi - ha chiarito Casasco - anche se la vicenda di Morosini ci fa rilanciare il tema della prevenzione». Il pronto soccorso in campo è una proposta del dottor Casasco che presenterà il prossimo 30 settembre al Congresso Mondiale a Roma. «Discuteremo dei rischi specifici e ci saranno valutazioni a 360 gradi», è il chiarimento del dirigente. Niente salti in avanti, niente parole dettate dall’emozione del momento e neppure trovate ad affetto. Ogni disciplina va incontro a traumi specifici e, quindi, occorre avere una prevenzione mirata. Problemi cardiologici possono insorgere in qualsiasi momento, ma non si può prevenire tutto con il defibrillatore. «Conoscendo i rischi specifici - spiega Casasco - dobbiamo avere la possibilità di organizzare soccorsi ad hoc». La tragedia di Pescara ha portato in primo piano la questione dei controlli e quella dei soccorsi. Eppure, in Italia questo aspetto viene curato al meglio. «I vertici del Coni, da Petrucci a Pagnozzi, hanno sempre considerato le prime medaglie d'oro quelle a garanzia della salute degli atleti», osserva il numero uno della Federmedici sportivi. Il sistema funziona ed è una garanzia e per questo i dirigenti sono pronti a collaborare con il ministero della Salute per aumentare il supporto della medicina sportiva. La prevenzione nello sport è al primo posto ma i controlli, pur mirati ed efficaci, qualche volta non riescono ad scoprire anomalie nascoste, mali che non presentano sintomi e si affacciano quando è troppo tardi. La prevenzione è importante ma non è l’unico elemento per avere la certezza di non avere problemi. Al di là di traumi dipendenti dal gioco (un colpo violento, un’uscita di pista nello sci) va ricordato quanto sia importante lo stile di vita e, anche, l’uso o abuso di farmaci. Non parliamo di doping, sia chiaro, è solo un discorso generale che nulla ha a che vedere con la vicenda dello stadio Adriatico anche se il tasto doping nello sport esiste. A volte un’assunzione eccessiva di farmaci può creare scompensi e anche l’utilizzo di innocui integratori può determinare una fibrillazione. Questo devono impararlo tanti sportivi giovani che si affidano con troppa faciloneria alla farmacia. Adesso si parla diffusamente del defibrillatore, strumento di primaria importanza per salvare una vita ma il problema del pronto soccorso deve essere valutato nella sua totalità, valutando qualsiasi trauma. «Va bene il defibrillatore presente in tutti gli impianti - chiarisce Casasco - ma valutiamo tutti i rischi e al Congresso discuteremo di questo aspetto. Il defibrillatore è uno strumento che va inserito all’interno di un sistema».

FONTE: IL MATTINO

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di Luigi Russo Spena
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