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Quando Galeano parlò di Cavani al Napoli e...


Quando Galeano parlò di Cavani al Napoli e...
10/03/2012, 12:03

Per fortuna non tutti gli uruguayani la pensano come Oscar Tabárez. Le recenti parole del selezionatore della Celeste, relative a un possibile, quasi necessario trasferimento del matador Cavani in un club inglese o spagnolo per consentigli la sua piena consacrazione, hanno scatenato, com’era naturale, le ire di molti tifosi azzurri. Tifosi ai quali mi piacerebbe riferire alcune parole di Eduardo Galeano, il grande scrittore uruguayano con cui ebbi la fortuna di trascorrere un’intera giornata in occasione della sua partecipazione, nel 2010, a un incontro al Teatro San Ferdinando di Napoli.

È una mattina di marzo e Napoli è bella e assolata. Eduardo mi chiede di portarlo in un luogo della città che sia capace di emozionarlo: non ci penso su due volte e l’accompagno all’altare che i napoletani hanno dedicato a Maradona, nel cuore di Spaccanapoli. Con Galeano non puoi non parlare di calcio: è sempre lui il primo a farlo, e senza alcuna remora. Ti racconta di Borges e Cortázar e dopo un minuto ti confida con disinvoltura che lui è tifoso del Nacional di Montevideo e la moglie, per contrapporsi a lui, tifa Peñarol, perché «non c’è niente di meglio che avere il derby in famiglia». Dopo quella sorta di pellegrinaggio laico all’altare del Pibe, il discorso resta legato al pallone: parliamo del rapporto privilegiato che Napoli ha sempre avuto con i calciatori sudamericani. Anche con gli uruguayani. Gli ricordo che in squadra ne abbiamo due, Walter Gargano («lo conosco bene, da noi è molto apprezzato, sembra non finire mai la benzina», mi dice) e Mariano Bogliacino («oddio, questo proprio non so chi sia», sorride). Poi torna serio e aggiunge: «Qui in Italia c’è un fuoriclasse vero, sai? Gioca nel Palermo, si chiama Cavani. Sono certo che se venisse da voi a Napoli farebbe cose straordinarie. Questa città sa esaltare davvero i campioni». Una vera profezia, quella di Galeano. Da quando il matador indossa la maglia azzurra - ha realizzato finora, in due anni, 57 reti - mi torna spesso in mente e, dopo le vicende di questi giorni, non potevo che scriverne, nella remota speranza che queste righe possano giungere a Tabárez…

fonte: articolo di Marco Ottaiano per corrieredelmezzogiorno.it

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di Redazione
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