Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

TESORETTO NAPOLETANO

Quanto costa dirsi addio...


Quanto costa dirsi addio...
09/07/2010, 10:07

Finalmente si lavora. E non vale solo per i giocatori. Finalmente a lavoro c’è anche la dirigenza. Dopo una fase di moribonda trans, Bigon ha cominciato a chiudere alcuni casi scottanti. Via Calaiò, Hoffer, Contini e Datolo. A breve Denis. Più in là Pià, Amodio e De Zerbi. Poi, se ce ne sarà la possibilità, si troverà una sistemazione anche per Navarro, Rullo, Zalayeta, Dalla Bona e Bucchi. Tutta gente non più da Napoli. Dai loro addii, il ds azzurro proverà a costruire il famoso “tesoretto”, ovvero un budget di qualche milione di euro da poter utilizzare sul mercato per portare a casa almeno due giocatori. Ora, la domanda lecita è: a quanto può ammontare questo “tesoretto”? Il procedimento è vario, ma non complesso. Innanzitutto, calcolare il guadagno dai soli soldi accumulati dalle cessioni sarebbe un errore. Per ora nelle casse del Napoli sono entrati 1,2 milioni per la cessione di Calaiò al Siena; 350mila euro dalla cessione il prestito oneroso di Hoffer al Kaiserslautern; e 2,1 milioni dalla cessione a titolo definitivo di Contini al Real Saragozza. Datolo non fa testo, in quanto il suo prestito è gratuito. Semmai potrebbe tornare utile la sua cessione il prossimo anno, quando se l’Espanyol vorrà riscattarlo dovrà pagare al Napoli 6 milioni di euro. Dal passaggio in comproprietà all’Udinese di Denis dovrebbero entrare 3 milioni. Più difficile il discorso per gli altri. Amodio e Pià saranno ceduti in prestito per un anno, chiudendo di fatto il loro rapporto con la maglia azzurra avendo un contratto col Napoli fino al giugno 2011. Stesso discorso valevole per Rullo e Zalayeta. Più spinose le posizioni di Navarro e Dalla Bona, entrambi con due anni ancora di contratto, o addirittura quella di Bucchi, il cui legame con il Napoli scade nel 2013. Le loro dovranno essere delle cessioni a titolo definitivo, anche se Bigon porterà a casa nient’altro che briciole. Ai nomi degli “epurati” vanno poi aggiunti quelli dei vari Bogliacino, Cigarini e Vitale, regolarmente in rosa (come lo era Datolo), ma in lista di sbarco. Dal primo il Napoli potrebbe intascare 2 milioni di euro; il secondo ne può valere 5; il terzo và ceduto in comproprietà. Tirate le somme, nelle casse azzurre, qualora tutte le cessioni andassero in porto, ci saranno non più di 13 milioni e mezzo. Bastano a prendere due giocatori? Assolutamente no! Ma dimentichiamo un aspetto importante del marketing societario: gli ingaggi. Lo scorso campionato, il Napoli è stata la sesta squadra con il monte ingaggi più alto in serie A. De Laurentiis ha speso la bellezza di 37milioni di euro per un pacchetto di 25 giocatori presentatogli da Marino. Tanti gli ingaggi onerosi per giocatori non utili alla causa del Napoli. Volendo fare qualche esempio: Cigarini ha percepito uno stipendio di 900 mila euro servendo poco alla causa azzurra. Stessi soldi presi da German Denis, uno spreco per una punta di riserva che segna appena 5 reti. E ancora: 700mila euro a testa a Datolo e De Zerbi; 600mila a Hoffer; 500 mila a testa a Pià, Bogliacino e Contini. Totale: 5,3 milioni spesi in pezzi inutili del puzzle di Mazzarri, senza contare gli stipendi di Navarro e Dalla Bona che tornerebbero a pesare sul conto azzurro. Tutto questo mentre a Palermo, Zamparini con 2,8 milioni pagava un anno di stipendio a Kjaer, Miccoli e Cavani messi insieme. E Marotta, alla Sampdoria, con gli stessi 2,8 milioni si assicurava un anno di prestazioni di Ziegler, Palombo e Pazzini. Ecco come si formerà il “tesoretto”. L’addio agli otto nomi su detti alleggerirà la spesa di altri 5 milioni e mezzo, che aggiunti ai 12 e mezzo delle cessioni, portano nelle tasche di De Laurentiis la bellezza di 19 milioni di euro pronti per essere investiti sul mercato. Esattamente la spesa prevista per portare a Napoli il duo Mantovani-Inler, che di stipendio, insieme, non arrivano al milione di euro.

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©