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Quattro chiacchiere con Federico Aliverti


Quattro chiacchiere con Federico Aliverti
23/11/2012, 17:54

Gli appassionati di moto che amano la lettura, hanno un motivo in più per recarsi in libreria.

E’, infatti, appena uscito “Voglio fare il Tester”, libro scritto da Federico Aliverti, pubblicato dalla Edisport. Il vice-direttore di quella che è considerata la bibbia delle prove dei centauri, il mensile Motociclismo, ha deciso di raccontare in un testo come è riuscito a coronare il suo sogno.

Abbiamo così colto l’occasione per porre alcune domande al centauro e collega milanese, in modo da conoscerlo meglio.

Chi è Federico Aliverti oggi? 
Un ragazzo che ha coronato un sogno.
Chi era Federico Aliverti prima di approdare alla redazione di Motociclismo? 
Un ragazzo con un sogno nel cassetto. 
Se ti dico due ruote cosa mi rispondi? 
Velocità, pericolo, passione. 
Le emozioni che vivi quando sali in sella? 
Negli anni ho imparato ad emozionarmi il meno possibile e a valutare la moto in modo distaccato. Non è stato facile. 
Cosa significa fare il tester oggi? 
Avere l’umiltà di provare qualsiasi moto come se fosse la migliore Moto GP e avere le palle di scrivere quello che si rileva.
Perchè hai scelto questa strada e come sei riuscito a realizzare questo 
sogno?
 
Beh, questo lo racconto nel libro, un po’ di suspance la lascerei… 
Le moto che più ti hanno colpito tra quelle provate? 
La Honda NSR 500 di Valentino Rossi .
Cosa analizzi quando testi una moto e su cosa si basa il tuo giudizio? 
Di ogni moto cerco di approfondire ogni aspetto: maneggevolezza, coppia, stabilità, potenza, frenata, sospensioni, finiture, ecc ecc, ma è evidente che quando provo una Harley non focalizzo l’attenzione sulla precisione direzionale nei curvoni ad alta velocità. Così come quando provo una supersportiva non metto in primo piano la voce comfort. Bisogna cercare di immedesimarsi nell’acquirente tipo di ogni modello. 
Quali strumenti utilizzi nella tua analisi? 
Per un 50% i dati “scientifici” del Centro Prove di Motociclismo, per l’altro 50% la mia sensibilità di guida.

Comprendere il mezzo che si guida: aveva ragione Senna, ossia è una questione di "culo"? 
Sì, ma nel caso del motociclista aggiungerei i palmi delle mani. Da lì passano tantissime informazioni dell’avantreno. 
Esiste una moto perfetta? 
Esiste, a patto che tu ci voglia fare del turismo o della pista. Non esiste invece una moto “totale” in grado di fare benissimo tutto. 
Come evolverà secondo te la professione di tester nel futuro? 
Sempre più video, quindi maggiori capacità davanti a una telecamera, e sempre più internet. Purtroppo credo che la velocità della notizia supererà  l’approfondimento. 
 Lo stato attuale del motociclismo italiano: come ritrovare l'ottimismo? 
Nella passione della persone che si registra in tante piccole cose; l’invasione ai saloni, il mercato dell’usato, le discussioni su internet. Non appena passerà la crisi tutta questa gente tornerà ad acquistare le moto come faceva prima del 2008. 
I tuoi prossimi impegni?
Promuovere il libro in qualche emittente televisiva, moto club e biblioteca. Spesso lo faccio davanti a poche persone e quindi non per un effettivo “ritorno”. Mi piace parlarne, perché questo libro l’ho scritto col cuore. Se qualcuno m’invita a casa sua mi ci fondo a raccontargli questa magica avventura…

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di Alfredo Di Costanzo
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