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Quattro chiacchiere con il pilota Stefano Bianco


Quattro chiacchiere con il pilota Stefano Bianco
28/11/2011, 10:11

Nel 2000 nella classe 125 del motomondiale, in Australia, in sella ad una Honda, avviene il debutto di una giovane promessa della velocità italiana, la più giovane in assoluto a destreggiarsi tra i cordoli di un circuito. Parliamo di Stefano Bianco, pilota di Settimo Torinese, che oggi ha ventisei anni. La sua è una carriera molto interessante, ma forse non all’altezza del talento di cui è dotato. Prima del debutto mondiale, nel 1998 giunge terzo nel Campionato Europeo di Minimoto. Nell’anno dell’esordio australiano, porta a casa una vittoria e tre podi nell’Aprilia Challenge 125. Nel 2001 conclude terzo all’Europeo 125 Gp. Nel 2004 il passaggio alle quattro tempi, nella categoria Superstock 1000, alla guida di una Suzuki. L’anno successivo se non avesse avuto un grave infortunio, accaduto quando era al comando in classifica, avrebbe vinto il Campionato Spagnolo Velocità nella classe 125 Gp. Nel 2008 ritorna nel motomondiale, grazie a due wild card ottenute nella 250 Gp, nei gran premi d’Indianapolis ed Australia. Bianco è insomma uno abituato a dire la sua tra i più bravi: “Ho – racconta il ragazzo piemontese – avuto la fortuna di competere sin da giovanissimo con i più bravi del mondo. Tra gli avversari che ho affrontato ci sono Jorge Lorenzo, Dani Pedrosa, Michel Fabrizio, Andrea Iannone, Luca Scassa, Chaz Davies, Ayrton Badovini ed il grande Marco Simoncelli. Devo dire che in qualche occasione ho avuto modo di arrivare al traguardo prima di loro”. Un bel talento, quindi, accompagnato da una serietà ed una professionalità che lo rendono un elemento da tenere sott’occhio per l’anno prossimo: “Il programma – spiega Stefano – per il 2012 prevede due opzioni per quanto riguarda le classi. Dovrò scegliere nelle prossime settimane se battagliare nella classe 1000 o in quella 600. I campionati però sono sicuri, perché prenderò al via sia al Civ sia all’Europeo. Ci sarebbe anche la possibilità di fare qualche gara in sella ad una Ducati negli Usa. Una parte fondamentale delle scelte sarà influenzata dagli sponsor che mai come in questo periodo fanno il bello ed il cattivo tempo. Qualunque sarà la moto che guiderò, lo spirito che mi animerà nei fine settimana di gara sarà quello di vincere”.

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di Alfredo Di Costanzo
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