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L'ANALISI

Quel confine tra sogno e realtà


Quel confine tra sogno e realtà
21/04/2011, 06:04

E' inutile negarlo. La sconfitta contro l'Udinese brucia ancora, soprattutto perchè arrivata come un fulmine a ciel sereno. Le aspettative erano davvero molteplici e sentitissime. Il Milan lì, ad un passo. Un sogno chiamato scudetto che invece ci ha catapultato con un impetuoso impatto nella realtà più consona e giusta per questa squadra: la Champions. Addio tricolore, sì, ma un grande obiettivo alla portata. La migliore delle consolazioni. A Napoli la scaramanzia recita sempre un ruolo da protagonista, ma i tifosi azzurri sono maturati e in giro si è comunque sentito parlare di Champions più che di tricolore perchè le forze oggettive di questa squadra non sono all'altezza del Milan. Siamo combattuti tra l'oggettività e i dubbi che attanagliano i tifosi: i 6 punti di distacco dal Milan (praticamente incolmabili a cinque turni dalla fine) sono il frutto a conti fatti delle due sconfitte proprio contro i rossoneri. E i dubbi aumentano. Il Napoli all'andata contro i rossoneri non meritò la sconfitta, al ritorno il Milan distrusse letteralmente la banda di Mazzarri che fino a quel momento aveva giocato il miglior calcio d'Italia. Ma qualcosa ci libera da questi pensieri. Dopo la sconfitta, peraltro meritata, contro l'Udinese, sono arrivate molte critiche (per lo più ingenerose) nei confronti del tecnico azzurro. Sicuramente gli si può imputare una certa riluttanza ai cambiamenti tattici, visto che il suo 3-5-2 è mutato in questa stagione solo ed esclusivamente per spezzoni di partita che vedevano il Napoli alla disperata ricerca di una rimonta che spesso è arrivata; gli si può imputare di aver tolto dalla mischia un Gargano orami esausto in luogo del più fresco Yebda un po' troppo tardi; gli si può imputare la cattiva gestione di Blasi, Sosa e Dumitru. Ma suvvia, parliamoci chiaro, sono inezie. Il Napoli è secondo in classifica, a più cinque dalla quarta. Un ipotetico sondaggio effettuato nel luglio 2010 avrebbe avuto risultati clamorosi. Il sogno si chiamava Champions. Per i napoletani è sempre facile sognare qualcosa in più visto che con i piedi per terra ci sono nati. Ed è ancor più facile tornare alla realtà. Un tifoso che vede la propria squadra ad un passo dal tricolore può nascondere o meno quest'ansia da prestazione, ma di certo non può nascondersi dietro alibi o critiche gratuite. Bisogna ringraziare questa squadra. E' vero, Gela ed Acireale sembrano un lontanissimo ricordo, ma serve ogni tanto guardarsi dietro per poter apprezzare il presente. Che attualmente è fatto di quella musichetta, stucchevole per alcuni e così affscinante per tanti altri, che accompagna le squadre nella massima competizione europea. Avanti Napoli! I tifosi (come sempre) sono pronti a sostenere questo ciuccio ferito, che però ha imparato a guarire in fretta.

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di Roberto Russo
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