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LA SANZIONE

Radiati Moggi, Giraudo e Mazzini


Radiati Moggi, Giraudo e Mazzini
16/06/2011, 10:06

Radiazione per Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini. E' la disposizione della Commissione disciplinare della Figc. La Disciplinare ha, quindi, adottato ''la sanzione della preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc'' nei confronti dell'ex dg e dell'ex ad della Juventus, e dell'ex vice-presidente della Federcalcio.
LE MOTIVAZIONI - Una condotta dalle "aberranti conseguenze" e "altamente inquinante della stabilità" del calcio: queste le motivazioni con la quale la commissione disciplinare nazionale della Federcalcio ha accolto la richiesta del procuratore della Figc di radiare Luciano Moggi. "Risulta evidente l'intrinseca gravità dei fatti e l'aberrante conseguenze a cui ha condotto il modo di concepire la competizione e i rapporti tra le società partecipanti ai campionati e i tesserati - scrive nelle sue motivazioni la commissione guidata da Artico - che ha condotto l'agire" di Moggi. La Disciplinare parla della "condotta illecita e antidoverosa (...) sicuramente connotata dal carattere altamente inquinante della sistematicità e della stabilità organizzativa", e sottolinea come lo sport non possa abdicare all'osservanza dei principi di lealtà e probità, "pena la sua sopravvivenza".
LA DIFESA - "L'innocenza di Luciano Moggi sta nelle altre 170 mila telefonate che solo in parte sono state messe agli atti. Tutti le avevano a disposizione, noi ce le siamo andate a cercare e ad ascoltare... ". Così l'avvocato Paolo Trofino, difensore di Luciano Moggi nel processo penale su Calciopoli in corso a Napoli, commenta la sentenza sportiva di radiazione del suo assistito. "Non ho seguito io il procedimento presso la Federcalcio - premette Trofino - ma so per certo che Luciano si sente ingiustamente discriminato. Ora che cominciava a dimostrare la sua innocenza, e la squalifica sportiva stava per finire". La tesi difensiva di Moggi è che le intercettazioni non messe agli atti del processo - una parte delle quali è stata poi aggiunta su richiesta dei suoi legali - dimostrino che non si trattava di 'sistemà Juve, ma di comportamenti comuni. Tesi peraltro negata dalla Disciplinare della Federcalcio. "Questa sentenza è rimasta per cinque anni nel limbo - conclude Trofino - È davvero troppo tempo. In qualsiasi sistema giuridico, per quanto rudimentale, non sarebbe possibile".
FONTE: Corriere dello Sport

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di Redazione
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