Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

Rafa 'nnamurato della Val di Sole


Rafa 'nnamurato della Val di Sole
26/07/2013, 14:30

DIMARO (VAL DI SOLE – TRENTINO) –   L'ultimo giorno di solito è il più malinconico. In Val di Sole non è stato invece proprio così. Forse perchè l'estate prossima il Napoli sarà di nuovo qui. Ospite di Dimaro e del Trentino. Il sindaco Romedio Menghini e il presidente Aurelio De Laurentiis di buon'ora hanno passeggiato per il paese, che ancora dormiva dopo la notte di festa nei pub e nei ritrovi della movida, senza che nessuno li disturbasse nel loro sereno e cordiale colloquio già proiettato al futuro. Difficile sarà far meglio e organizzare un raduno estivo meglio di questo, ma come dice Benitez nella vita bisogna essere sempre degli eterni insoddisfatti per poter crescere e migliorare. Poi, a mezzogiorno, il pranzo d'arrivederci allo Sport Hotel Rosatti al quale, oltre al direttore marketing Maurizio Rossini e agli esponenti locali, hanno partecipato lo stesso tecnico madrileno e il presidente. 

Dimaro è davvero un amore con le sue case vestite di fiori e i suoi vicoli stretti. Se ne è innamorato anche Rafa Benitez che, dopo aver firmato altri cinquecento autografi, “ma ne mancano ancora cinquantanovemilasettecento per accontentare tutta la gente del San Paolo”, si è impossessato del microfono prima delle domande dei giornalisti e ha ringraziato “lo staff dell'albergo e tutte le persone vicino a noi, anche al campo, che hanno fatto un ottimo lavoro. Sono stati quindici giorni fantastici. Le gente di qui è meravigliosa. Grazie a tutti. E forza Napoli”. Di una simpatia straripante e contagiosa. Allegro, quasi spensierato, nonostante non sia facile neanche per lui che è tecnico di spessore mondiale sostenere la pressione di un mercato ancora aperto e che sta regalando ai tifosi una grande squadra. Ma anche abile nel dribblare le domande tendenziosamente polemiche o orientate a stabilire chi sia meglio di un altro. “Questo è un gruppo molto forte per carattere, qualità e mentalità. Per cui non sarebbe corretto da parte mia stabilire delle graduatorie di merito. Tutti hanno lavorato bene, tutti mi hanno ascoltato cercando di capire cosa io chiedo a loro”.

Solo quando un giovane cronista gli ha domandato di Morgan De Sanctis e del suo addio al Napoli, il madrileno si è sbottonato un po': “Morgan era la nostra prima scelta perchè Rafael è giovane e deve fare ancora esperienza, ma lui ha deciso di prendere un'altra strada e noi lo abbiamo accontentato. Siamo stati molto vicini a Julio Cesar, voi lo sapete meglio di me, però quando inaspettatamente abbiamo saputo che Pepe Reina era cedibile, abbiamo chiuso con lui”. In apertura di conferenza stampa Don Rafè ha invece indicato le tre strade che sta battendo il Napoli per toccare il paradiso con un dito: “La principale è quella di migliorare la prima squadra tenendo sempre d'occhio il bilancio finanziario con giocatori di livello internazionale, di 26-27 anni, che hanno davanti tre, quattro, cinque anni per fare un buon lavoro. La seconda è migliorare la struttura e la percezione del club all'estero. La terza infine è puntare sul settore giovanile migliorando la base e acquistando giovani di qualità”.

Della Val di Sole lui è stato il sole in questi giorni sereni. Più di Higuain del quale dice: “Lo conosco molto bene, è un giocatore importante, ma per me è lo stesso se il gol lo segna lui o Lorenzo o Callejon o Pandev o Mertens. O addirittura Cannavaro”. Simpatico sempre: “Faccio questo lavoro da ventisette anni. Mi piace sempre avere una squadra forte per vincere i titoli e la Champions League non posso guardarla davanti alla tvSono molto contento di come Bigon e i suoi collaboratori hanno sin ora operato sul mercato, non escludo che stiamo vagliando altre opportunità d'acquisto, sarei molto felice se Zuniga restasse, però è anche chiaro che non solo noi puntiamo a vincere lo scudetto. C'è sempre la Juve. Sono molto competitive anche le due milanesi, la Fiorentina, la Lazio, la Roma e l'Udinese e quindi il mio augurio è quello di lavorare qui per i prossimi cinque anni perchè così sarà più facile vincere”. 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©