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Raffaele De Rosa carico per Silverstone


Raffaele De Rosa carico per Silverstone
17/06/2010, 14:06

Dopo ventiquattro anni il motomondiale ritorna sulla pista di Silverstone, e per la prima volta sul tracciato inglese correrà la nuova categoria della Moto 2. Il napoletano Raffaele De Rosa non vede l’ora di scendere in pista, per riscattare un avvio di stagione non proprio esaltante: “Tra miei errori – dice lo scugnizzo più veloce del mondo – e la sfortuna, purtroppo non ho raccolto punti per il team. E’ un peccato, perché credo di avere le potenzialità per essere nella top ten. Per esempio a Le Mans, andavo bene, ero undicesimo, ma un eccesso di foga nell’aprire il gas, mi è costata una scivolata. Nell’ultima prova del Mugello ho gettato il cuore oltre l’ostacolo, ed avevo il passo per arrivare tra il sesto ed il settimo posto. Purtroppo la gomma anteriore era difettosa, perché mi creava un fastidioso chattering, e così sono caduto senza rendermene conto”. Questo fine settimana i piloti della Moto 2 dovranno affrontare la duplice novità del disegno del circuito, e delle reazioni della moto: “La moto – spiega Raffaele – non trasmette molte informazioni. Questo è un limite che si aggiunge all’altro di non avere dati della pista sui quali lavorare; ecco perché è facile commettere errori. Il mio team è alla ricerca dell’affidabilità, e scenderemo in pista per portare a casa punti pesanti. Dicono che Silverstone sia una pista veloce, forse più di quella del Mugello, e questa caratteristica dovrebbe avvantaggiarmi, perché mi esprimo meglio quando la media della velocità si alza”. De Rosa è uno di quelli che credono nel futuro della Moto 2: “Ci sono – racconta – tutti i presupposti per trasformarla in una categoria spettacolare, dalle componenti tecniche a quelle umane. Avete visto come guida Jonny Hernandez? E’ sempre di traverso, pure quando piega….Quando i team avranno compreso come sfruttare al meglio le ciclistiche, i tempi sul giro scenderanno di molto. Già con le nuove coperture che la Dunlop ci ha fornito, il passo di gara è quasi simile a quello della 250”. Che spettacolo sia!

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di Alfredo Di Costanzo
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