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Il centauro si prepara alla tappa iberica

Raffaele De Rosa dimentica Assen, e pensa alla Catalunya


Raffaele De Rosa dimentica Assen, e pensa alla Catalunya
27/06/2010, 10:06

Il team Tech 3 lascia il leggendario tracciato di Assen in Olanda per raggiungere la Spagna, in particolare la Catalunya, per disputare la gara del 4 luglio. Nella compagine francese se i sorrisi sono di casa se si guarda ai piloti della Motogp, nella Moto 2 la situazione diventa agrodolce. In particolare c’è l’italiano Raffaele De Rosa che, a dispetto dell’impegno profuso, ancora non è riuscito ad agguantare dei punti mondiali. Il napoletano ha chiuso la battaglia olandese in ventiquattresima posizione: “Mi aspettavo – racconta De Rosa – una gara migliore. Nel warm up il comportamento della moto era buono, e questo mi ha dato fiducia in previsione di quello che sarebbe accaduto allo spegnersi del semaforo verde. Una volta presi il via, però, si è manifestato un problema di chattering, che non mi ha permesso di entrare in curva come avrei voluto. Non si tratta di dover essere più aggressivi in inserimento, perché appena forzo di più, l’anteriore diventa ballerino, con l’aumento del rischio di scivolata. A questo aggiungiamo anche la difficoltà in accelerazione di non poter sfruttare la trazione della gomma posteriore. Queste problematiche mi hanno costretto ad un’altra gara difficile e deludente. Non voglio trovare giustificazioni, però al momento è abbastanza difficoltoso trovare un buon ritmo”. Come detto il motomondiale farà tappa in Spagna per la settima tappa in calendario: “Il tracciato – spiega Raffaele – si trova a due passi da Montmelò, a pochi chilometri da Barcellona. Anche se l’andamento del manto stradale è ondulato, mi piace perché dopo i lunghi rettilinei, ci sono curve ampie e veloci. Avremo a che fare con il rettilineo più lungo del mondiale, ma gareggiando tutti con lo stesso motore, le differenze tra una moto e l’altra saranno minime in termini di velocità. Mi aspetto di trovare la soluzione ai problemi che affliggono la moto, in modo da poter dire la mia nel gruppo dei piloti che contano”.

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di Alfredo Di Costanzo
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