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Raffaele De Rosa e il Sachsenring


Raffaele De Rosa e il Sachsenring
15/07/2010, 16:07

La Moto 2 è una categoria che nelle sue gare iniziali, sembrava nascere sotto i migliori auspici dal punto di vista dello spettacolo offerto, perché ad ogni staccata la bagarre non mancava. Nelle ultime prove, però, le uniche emozioni le hanno regalate le scivolate dei piloti e le bandiere gialle non viste. Insomma tutto tranne che quel mix di sorpassi, agonismo e sfide con il crono che la Dorna immaginava. Alcuni piloti, poi, sono stati penalizzati dalla mancanza di feeling con la moto allestita dalle squadre senza avere i punti di riferimento delle passate stagioni, e tra questi c’è Raffaele De Rosa. Il napoletano del Racing Team Tech 3 l’anno scorso si laureò campione del mondo Rookie della 250, mentre oggi, parafrasando un celebre brano di Battiato, è ancora alla ricerca di un centro di gravità permanente. I test effettuati sull’asfalto spagnolo spagnola del Motorland Aragon Circuit, hanno permesso a Raffaele di centrare una messa a punto soddisfacente, e si appresta ad affrontare la trasferta del Sachsenring con l’obiettivo di migliorarsi e agguantare i primi punti della stagione: “Prima – spiega De Rosa – soffrivo di mancanza di fiducia sull’anteriore, specie nelle fasi di inserimento in curva. L’erogazione era, poi, un’altra nota dolente. Questo mi ha portato a commettere vari errori, che si sono trasformati il più delle volte in scivolate. I tecnici del team hanno lavorato sulla distribuzione dei pesi e sulla rigidità del telaio, e la vittoria di Yuki dimostra che la strada intrapresa è quella giusta. Adesso mi sento molto più a mio agio, e la moto è meno imprevedibile nei cambi di direzione”. Come detto questo fine settimana arena dei ragazzi della Moto 2 sarà la storica pista del Sachsenring in Germania: “E’ – dice Raffaele – con i suoi 3.671 metri il circuito più corto del campionato. Viene percorso in senso antiorario, e presenta dieci curve a sinistra e quattro a destra, ed il rettilineo è lungo circa 800 metri. Ricordo che in passato faceva parte della Germania Orientale, ed era famosa per la sua pericolosità. Anche se non è tra le miei preferite, non vedo l’ora di testare il comportamento della moto su una pista che se avessimo affrontato prima delle ultime modifiche, non sarebbe stata sulla carta favorevole. Vista la sua tortuosità, si preannuncia una gara spettacolare, e per sorpassare devi letteralmente inventare traiettorie diverse da quell’ideale. Il mio atteggiamento sarà come il solito combattivo, e spero di ottenere un buon risultato, centrando la top ten”.

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di Alfredo Di Costanzo
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