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Raiola-Hamsik: Mangiafuoco e Pinocchio


Raiola-Hamsik: Mangiafuoco e Pinocchio
04/07/2011, 14:07

E vai con il teatrino. Ogni estate c’è un pupazzo, magari con la cresta e gli occhi cerulei come Marek Hamsik, pronto a farsi muovere dal principe dei pupari, al secolo Mino Raiola, lo specialista dei lavori difficili. Nessuno muove i fili come lui. I fatti sono noti. Hamsik ha scelto il miglior cecchino su piazza per liberarsi del Napoli e raggiungere l’agognato Milan, come ha ammesso nell’intervista dell’altro giorno alla Pravda del suo Paese.

Se qualcuno pensa che l’uscita sia stata casuale, e non frutto di una strategia suggeritagli via telefonino, avvisatelo che Babbo Natale non esiste. Il puparo se la ride, una risata grassa e sconcia come quella di Mangiafuoco. Sa come si fa con il servilismo dei giornali e la fame dei dirigenti, provato da estati ad alte temperature.

Il mal di pancia di Ibrahimovic anticipò la partenza (benedetta, visti i risultati) di Zlatan dall’Inter, stavolta il copione è lo stesso, con il balletto di Hamsik destinato sin da ieri a scatenare la rabbia dei tifosi napoletani. Ha mentito due volte, Pinocchio, coi tifosi e coi dirigenti ai quali assicurava di volere rimanere.

Il fatto che De Laurentiis parli di proposta indecente significa che purtroppo anche lui ha iniziato a fissare un prezzo. Qui non c’è cuore, non ci sono aspetti morale, c’è solo il Dio Denaro, che Raiola – figlio di pizzaioli italiani emigrati in Olanda, cinque lingue parlate tutte male – officia meglio di qualunque altro collega.

Gli ho parlato un’unica volta in vita mia: è sveglio e persino spiritoso. Doppiamente pericoloso. Persino i Caliendo di un tempo fanno tenerezza di fronte ai nuovi agenti. Quando si è saputo che sarebbe stato Raiola il procuratore di Hamsik, tutti abbiamo subito pensato al trasferimento del giocatore al Milan, visto che con Galliani fu suggellato il rientro in Italia di Ibra e, a gennaio, lo sbarco di Van Bommel a Milanello.

Questi anni di mercato povero, scalcinato e spietato hanno eletto Raiola come paradigma del nuovo, come faro della categoria. Ragazzi, che allegria, che spettacolo. Balotelli, Hamsik, Ibrahimovic sono tutti strumenti in mano sua. Senza fare prigionieri, ha ucciso ogni sentimento. È molto moderno, ma è anche molto squallido. Fonte: Guerin Sportivo

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di Salvatore Formisano
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