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LO SCRIVE LA GAZZETTA

Ranieri: "Non mi sento a rischio esonero"


Ranieri: 'Non mi sento a rischio esonero'
26/02/2012, 09:02

Come su un set cinematografico: Ranieri sul filo, scena prima, settima, ciak, si gira. Claudio Ranieri che «salta se non vince» è un film continuamente in replica, un vedere e rivedere, un provare e riprovare, un copione per ora senza conclusione.

Visto di peggio «Ma io non sono infastidito da tutto questo perché fa parte del costume italico - dice il tecnico dell’Inter riferendosi alle voci di esonero in caso di altro kappaò -: io penso alla partita e non mi sento a rischio. Di certo in carriera non mi era mai capitato di perdere 6 partite di fila». Che poi sono 6 su 7 ma il concetto è quello. Almeno fino a stasera, poi si vedrà. «E non è nemmeno la situazione più complicata che ho vissuto nella mia carriera - chiosa Ranieri -: quando sono arrivato la squadra stava messa male, molto male, mentre adesso siamo a un punto dal Napoli»

Abbraccio Insomma: nell’ennesima vigilia da panchina tremebonda, Claudio Ranieri sparge slogan, certezze e anche verità che però potrebbero essere mascherate. Chissà. «Se sento la squadra con me? Io la sento totalmente mia, la sento abbracciata a me e soprattutto all’Inter. Con altrettanta sincerità, comunque, vi dico che se così non fosse non verrei certo a dirlo a voi: che faccio, mi dò la zappa sui piedi? ». Il gioco delle parti.

Fiducia societaria E nel gioco del «vero o falso», Ranieri argomenta anche il fatto del perché non si sente a rischio. «Semplicemente - fa - perché sento la fiducia della società, so dove ho preso la squadra all’inizio della mia avventura e dove la sto portando. Io mi sento molto tutelato, anche mediaticamente, poi sappiamo che in Italia si parla spesso di allenatori, ed è per questo che vivendo il calcio italiano l’allenatore è in grado di sopportare tutto. E comunque so che alla fine del buio c’è sempre la luce: so che prima o poi cambierà, perché non può andare sempre così male...»

Reazione per Moratti Di certo la frase di Moratti («Avanti così? Proviamo a vedere») ha lasciato qualche segno. «Con lui parlo spesso, anche a lui è piaciuta la gara di Marsiglia. Certo, era dispiaciuto per la sconfitta e ha portato qui il suo stato d’animo, quello di chi vuole una reazione. Che avrà».

Mazzata e ciclo Pensieri sospesi fra Marsiglia e Napoli. «Sono supercontento di tutti i giocatori che ho messo in campo in Francia: è stata una prova di grande personalità e il gol è stata una mazzata tremenda. Ora il Napoli ha il morale a millemasi va al San Paolo per vincere e al 50% vinceremo, siamo arrabbiati. Spero che da Napoli a Napoli si concluda il ciclo di periodo sfortunato, quello nel quale abbiamo dato quel che dovevamo dare in termini di fortuna e sfortuna»

Pep adatto Nel frattempo, il quotidiano spagnolo Marca scrive che per il luglio prossimo Guardiola avrebbe ricevuto una proposta shock da Moratti di 20 milioni di euro per allenare l’Inter. «Se Guardiola sarebbe adatto a una squadra come l’Inter quando io un giorno andrò via? Ci sono molti allenatori adatti all’Inter, l’importante è lasciarli lavorare. Lui è uno di quelli che ha vissuto l’Italia da calciatore, ma il suo problema credo sia la pressione che avverte a casa sua, a Barcellona, vuole capire bene qual è il momento giusto per andare via, per cui una volta superata quella può superare tutto e andare ovunque»

Milito arrabbiato? Ora, l’attualità stordente: 6 sconfitte nelle ultime 7 gare e 18 gol presi in 9 partite sono segnali di slavine reiterate. «Purtroppo sono costretto a ripetere le stesse cose: giochiamo, proviamo a fare golmatanto perdiamo e abbiamo torto. Torneremo ad avere ragione appena facciamoi tre punti. Milito arrabbiato per non essere sceso in campo a Marsiglia? Sono andato da lui, gli ho chiesto se era vero: mi ha risposto no, tutto falso, che se avesse avuto qualcosamel’avrebbe detto. Era debilitato dalla febbre. Pazzini? Avete scritto che era in crisi e ora mi rimproverate perché non lo faccio giocare?». Ciak, settima: si gira, sponsor o non sponsor, filo o doppio filo.

FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

 

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di Luigi Russo Spena
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