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La prima conferenza stampa spagnola per Mou

Real Madrid, al via l'era Mourinho


Real Madrid, al via l'era Mourinho
31/05/2010, 14:05

MADRID - E' stato un iniizo folgorante, una conferenza chiara e determinata, proprio come il protagonista assoluto del calcio in questo momento: Josè Mourinho. Presentazione ufficiale al Real Madrid nella pancia dello stadio Santiago Bernabeu.


Quali saranno le sue prime mosse al Real Madrid?
"La prima cosa è una diagnosi, parlare con chi è qua da tanto tempo, capire le cose che non vanno per potere lavorarci e migliorarle. Non tutto deve essere adattato al mio modo di lavorare, la cosa importante è mettere a posto le cose"


Si parla molto dei giocatori che potrebbero essere acquistati dal Real? Non pensa che, tra i vari De Rossi o Di Maria, ci debba essere spazio anche per giocatori spagnoli?
"L'identità del Real non ha niente a che fare con la nazionalità. L'identità del Real non cambierà mai. Siamo noi, io e i giocatori, che dobbiamo mantenerla. Con la base dell'organico dell'anno scorso sono contento, non abbiamo bisogno di cambiamenti enormi, abbiamo bisogno di 3-4 giocatori in maniera di avere una squadra con più soluzioni, che aiutino un'ideale di gioco. Non credo che sarà un'estate piena di nuovi nomi di giocatori del Real. Si parlerà più del campionato del mondo.

Il Real è la sfida più importante della sua carriera?
"La sfida più importante è sempre quella che arriva. Non dormo sugli allori, anche se ho vinto tantissimi titoli: ma io penso a quelli che posso ancora vincere. Ho parlato con Florentino Perez, mi ha detto che gli manca il momento in cui il Real vince la Coppa: e anch'io sono così. A partire da ora, io e il Madrid vorremo la stessa cosa, e per i giocatori sarà lo stesso"

Lei è considerato un provocatore...
"Non sono un provocatore, sono un lavoratore. Uno che lavora tantissimo. E come me, lo fanno i giocatori. Vogliamo rispetto. Se abbiamo rispetto bene, se non abbiamo rispetto e devo difendere il mio gruppo, non ho problemi. Ma non sono un provocatore"

Promette al Real Madrid la Champions League?
Non posso promettere, il calcio è il calcio. Quello che posso promettere è che il Real non è testa di serie in Champions. Nel momento del sorteggio, la paura non sarà nostra, non sarà di chi prenderemo. Ci sarà la sfortuna di chi pesca il Real Madrid. Giocheremo con l'Inter o il Bayern o il Manchester. Non voglio paura nel mio spogliatoio, sono gli altri a non avere avuto fortuna nel sorteggio. Ci sono dodici partite per arrivare in finale. Per tradizione, io nei sorteggi voglio le partite più difficili. Il Real Madrid ha una storia incredibile in Campions e una storia incredibile, in negativo, negli ultimi anni. Non contano più. Ripartiamo da zero col sorteggio di Montecarlo. Da lì, senza ossessione, comincia il sogno di raggiungere Wembley".

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di Francesca Fortunato
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