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Recupero Napoli-Juve, per la data scelta obbligata


Recupero Napoli-Juve, per la data scelta obbligata
07/11/2011, 10:11

Via Rosellini spiazzata dalla decisione del Prefetto. In un calendario già denso d’impegni restano pochi giorni adatti al recupero. Già scartate le date delle coppe europee. Ma Genoa-Inter sarà fissata il 14 dicembre.
In campo a fine mese. Oggi la Lega comunicherà la data in cui verrà recuperata Napoli-Juventus. La scelta, praticamente obbligata, finirà per cadere sul 29 o il 30 novembre. Maurizio Beretta, il presidente, e Marco Brunelli, il direttore generale, contatteranno i vertici della due società per definire una soluzione che in un caso potrebbe provocare anche una piccola ridefinizione del quadro degli anticipi. Il principio regolamentare dice che il recupero va effettuato nella prima data disponibile. Disponibilità che va valutata in relazione alle esigenze dei calendari degli eventi nazionali e internazionali. Di qui anche la conclusione che per quanto riguarda Genoa-Inter bisognerà «slittare» di un paio di settimane, per procedere al recupero il 14 dicembre (il 21 dicembre, cioè la settimana successiva, bisognerà celebrare anche la 1ª giornata di campionato, quella che saltò per lo sciopero dei calciatori). L’equazione poggia anche sulla variabile degli orari.
PREFERENZA - La Lega vorrebbe mandare in campo Napoli e Juventus in notturna, come si conviene a un big match che garantisce lauti incassi al botteghino e grandi risultati dal punto di vista dell’ audience televisiva. La soluzione canonica indurrebbe a collocare il recupero precisamente a metà settimana, cioè mercoledì 30 novembre. Ma quel giorno (e anche il giorno dopo) si giocherà la 5ª giornata della fase a gironi di Europa League. I rapporti contrattuali con l’Uefa impediscono la celebrazione delle gare di tornei nazionali in contemporanea con le partite continentali. Per evitare questa contemporaneità, Napoli-Juventus dovrebbe giocarsi alle 17, un orario decisamente infelice, con i negozi ancora aperti e la gente al lavoro. La conseguenza: un San Paolo più vuoto e un’audience tv più bassa.
FONTE: CORRIEREDELLOSPORT.IT

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di Redazione
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