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SCRIVE CORBO

Repubblica: "Adesso la Champions fa meno paura"


Repubblica: 'Adesso la Champions fa meno paura'
19/10/2011, 12:10

Dopo il Manchester City, alla pari con la corazzata Bayern. Il Napoli supera gli esami più duri. L’Europa ammira il suo coraggio, rimedia allo spento Cavani con gli irresistibili Lavezzi e Maggio, e tollera anche gli errori di uno scadente arbitro.
È il Napoli che sceglie il suo rivale peggiore. Il timore. Quel complesso di inferiorità che gli annebbia la mente nei primi minuti quando gioca con avversari non solo più forti, ma più famosi. Non sa liberarsi di questa psicosi iniziale, che lo tormenta con cinica frequenza, fino al punto di schierarsi male. Entra come gli studenti con la testa piena di nozioni e paure, arrivano spaventati all’esame e tacciono alla prima domanda.
Ci vorrà uno psicologo in futuro? Mazzarri è innamorato delle sue idee. Non si sa: più temerario, orgoglioso o caparbio? Insiste sulla difesa a tre che fatalmente si radunerà intorno a Gomez, unica punta del Bayern. Altra scelta: piazza a sinistra Zuniga, un esterno che sale in dribbling, lo preferisce a Dossena che ha corsa dritta ma più veloce. Su quel versante, incrocia Boateng, il difensore esterno del Bayern, ex centrale, quindi più disposto a contrastare che ad avanzare. Sarà invece lui ad avviare l’azione del primo gol. Dossena poteva forse infastidirlo, chissà. L’assetto difensivo tuttavia è scomposto ma solo all’inizio: un disordine che deriva da ingiustificata soggezione. Perché tre si occupano di Gomez, l’asse centrale Inler-Gargano non fa ancora filtro, Maggio deve dividersi tra Ribery e Lahm.
Effetto micidiale: sembra aprirsi uno squarcio al centro della difesa davanti a Kroos, che gela l’incalcolabile folla del San Paolo, già, quanti erano ieri, agli ingressi si saranno aperti gli stessi buchi che all’inizio penalizzano la difesa del Napoli. La sua difesa a tre provoca infatti uno squilibrio: l’inferiorità numerica a centrocampo, dove il Bayern per oltre mezz’ora ha il dominio del gioco e il possesso palla.
Sarà necessario infilare Dzemaili e ritirare lo sfiorito Cavani, che si smarrisce sotto porta, strano. Che gli succede? Poteva essere subito un’altra partita, però. Né l’arbitro Benquerenca, coperto da Van Buyten, né il Napoli si accorgono dello scippo di Schwensteiger, che devia con la mano il cross che Hamsik ovvio manca di testa. Il gigante del centrocampo tedesco aveva avuto già un’ammonizione. Immaginate se avesse subìto la seconda. Sarà al contrario fiscale lo stesso arbitro portoghese, ascoltando i pessimi consigli di un assistente per punire con il rigore Cannavaro che subisce, non colpisce sul braccio un dolciastro tiro di Gomez da lontano.
Ci penserà il formidabile De Sanctis a riparare i danni dell’arbitro. Il Bayern, prima graziato, poi favorito da un rigore immeritato, deve riconoscere finalmente i valori del Napoli, costretto a giocare con un arbitro miope, distratto, certamente ostile. Dopo le prime sbandate, e con l’autorete di Badstuber l’1-1 che riapre i giochi, i tedeschi sopportano male la reazione del Napoli.
Che succede? Il Bayern rallenta, offre quegli spazi che eccitano Lavezzi e Maggio, i due che trascinano la squadra in avanti. Le danno coraggio. E cancellano complessi e squilibri iniziali, perché Maggio non deve più render conto a Ribery e Lham, ma è lui a farli arretrare. Lavezzi concorre, con generosità, frenesia, felice intuito: sposta proprio a destra la sua base operativa. Alle spalle dei due, Campagnaro completa la catena di montaggio, formando una verticale molto attiva nelle ripartenze, lo strumento tattico che il Napoli sa sfruttare con tempismo e armonia senza confronti in Italia.
Nella ripresa, può. Respira meglio il centrocampo finora compresso, generoso in Gargano e timido in Inler, potenziato nel finale da Zuniga sulla sinistra che va ad allargare la difesa, colmando i vuoti della linea a 3. Dzeimali rafforza il centrocampo e consente nel finale a Mazzarri di ritirare Inler, che prometteva di più, peccato.
Lui come Cavani. Affrontare con i due in formato ridotto il più complicato esame europeo accredita il Napoli e la sua prova. La Champions fa meno paura. Anche la classifica, secondo posto e 5 punti da ieri sera, ammira la sua sincera vocazione alla fatica come i lampi di Lavezzi e Maggio. Sarà da temere appena giocherà in 11.
FONTE: ANTONIO CORBO PER REPUBBLICA

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di Redazione
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