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LO SCRIVE CORBO

Repubblica: al processo, Napoli parte lesa


Repubblica: al processo, Napoli parte lesa
07/07/2012, 09:07

Il Napoli è entrato ieri nel ciclone dei processi sportivi al calcio truccato. Dagli interrogatori di Mazzarri, Cannavaro, Grava e Mascara non emerge nulla di nuovo: tutto rimane fermo al 30 maggio, alle 44 pagine della Procura di Napoli, quando fu notificata la chiusura dell'inchiesta a Gianello. L'ex portiere, personaggio chiave, unico indagato, ben lanciato verso il rinvio a giudizio per frode sportiva, non si è presentato nella sede di via Po. Ma atmosfera e indiscrezioni sono rassicuranti per il Napoli. Un'informazione riservata supera le notizie del giorno. Risale ai campionati europei. In un contatto tra dirigenti dell'Uefa e della Federcalcio fu comunicato l'orientamento del presidente Michel Platini. Porte aperte all'Europa League per Napoli e Lazio. I tempi non consentono modifiche ai calendari. Le norme per l'ammissione prevedono l'esclusione di club puniti per illecito sportivo. Nelle norme 2 e 3, fu ribadito in Polonia, l'Uefa si riserva di "valutare la posizione dei club con la più ampia discrezionalità". Precisazione ambigua. L'Uefa può glissare su una modesta condanna, ma anche intervenire in seguito "se in successive indagini risultasse conclamata la responsabilità del club". Non è il caso del Napoli. È finito nel processo sportivo solo perchè era nel giro delle scommesse Matteo Gianello, un suo tesserato, personaggio irrilevante. Mazzarri lo definisce "elemento mediocre", "messo lì come terzo portiere", "un tipo leggero", che "si impegnava poco in allenamento", "uno che ho trovato quando sono arrivato e con i dirigenti ho deciso di escludere a fine campionato". La descrizione di Mazzarri, ascoltato come testimone ieri, coincide con quella resa ai pm di Napoli. Mazzarri ha dovuto chiarire meglio l'infelice spiegazione del pareggio del 15 maggio 2011, utile sia al Napoli e all'Inter per l'ingresso in Champions. "Una legge non scritta del calcio". Anche ieri l'allenatore toscano, sempre loquace, ha parlato per un'ora. La posizione del Napoli non solo è molto sfumata, quello azzurro è tra i club danneggiati dai tesserati: le manovre tendevano a far perdere la partita. In questo caso, la giustizia sportiva si mostra clemente nell'applicare l'istituto della responsabilità oggettiva. Lo dimostrano i successi di Eduardo Chiacchio, un avvocato napoletano, difensore anche di Gianello. Proprio Chiacchio ha convinto i giudici federali sui danni derivanti alle società dalle scommesse dei tesserati. Ha difeso l'Albinoleffe, riducendo la condanna da 27 a 15 punti in primo grado, da 15 a 9 nel verdetto finale ieri, nonostante 13 giocatori sotto accusa e 9 illeciti contestati. Il Napoli è coinvolto in astratto solo per l'incontro con la Samp del 16 maggio 2010. Può cavarsela con un solo punto di penalizzazione e persino con la sola ammenda: questa l'ipotesi emersa a Roma. Ma gli esperti indicano una condizione: che sia indovinata la strategia dagli avvocati. Per il Napoli ed i suoi tesserati ce ne sono forse troppi, e distanti. Non è un vantaggio. Il Napoli si affida come sempre a Matteo Grassani, ma solo Mazzarri si è fatto assistere ieri dal legale bolognese. Paolo Cannavaro è con Ruggiero Malagnini di Nola, scelto dal suo procuratore Enrico Fedele. Per Mascara, l'avvocato Giudice di Catania. Matteo Gianello ne ha due: in sede penale Vincenzo Maria Siniscalchi, una celebrità, esperto di cinema, amico di De Laurentiis. In sede sportiva, Eduardo Chiacchio. Giovedì era evidente la mancanza di contatti. Siniscalchi aveva ottenuto un interrogatorio urgente in Procura, Gianello era quindi atteso dal pm Antonello Ardituro con i colleghi Danilo De Simone e Vincenzo Ranieri. Per un cambio di versione? Per smentire tutto e tentare di salvare il Napoli? Ma non si è presentato. Chiacchio, che segue da sempre i processi sportivi, consiglia di confermare la confessione resa in procura a Napoli con tutti i riscontri. Gli basta per avere una squalifica lieve e allenare tra un anno i portieri di squadre venete. Gianello per ora tace. Ha inviato un certificato medico (colica renale) ai pm di Napoli giovedì e ieri agli inquirenti federali. Tutto ruota intorno a lui, quindi. Conferma o smentisce? Le carte dicono finora che prima di Samp-Napoli avrebbe chiesto a Cannavaro e Grava la sconfitta, per conto di due scommettitori, gli ex compagni del Chievo, Giusti e Cossato. Ricevendo un netto rifiuto. Cannavaro e Grava hanno negato sia la proposta che il rifiuto in Procura e ieri a Roma. Gianello, che era intercettato ed anche pedinato da un poliziotto infiltrato nel giro del Napoli (G.V.) confermò il tentativo di combine, dopo aver ascoltato in Procura la sua nitida telefonata ai presunti complici. "Non ci stanno". Noiose queste coliche. Che dirà quando finalmente sarà guarito? Fonte: Antonio Corbo per Repubblica

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di Salvatore Formisano
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