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MANSOUR SCONFITTO

Repubblica: "De Laurentiis fa fuori gli sceicchi"


Repubblica: 'De Laurentiis fa fuori gli sceicchi'
23/11/2011, 09:11

Chi canta, come i sessantamila. Chi piange, come Mazzarri. Per una notte i napoletani si sentono più ricchi dei signori del petrolio, De Laurentiis più felice e potente dell’emiro Mansour. I suoi milioni di sterline svaniscono come coriandoli nella festa, che notte. Ha speso meno e meglio il lunatico ma coraggioso produttore: il suo Napoli, 7 anni fa in C1, sorpassa il Manchester City, che in Inghilterra non ha rivali. Cavani, Lavezzi e Hamsik sono i suoi uomini spettacolo.
Champions, non finisce qui. Forse il Napoli segna troppo presto. E trova il primo gol proprio come gli esperti avevano previsto. Una grande squadra, il Manchester, ma con buco nero in difesa. Il Manchester City che si schiera in massa davanti alla linea di porta e cede uno spiraglio sul primo palo al ciuffo corvino di Cavani conferma quegli attimi di vulnerabilità, intravisti e segnalati. Così facile abbattere il colosso temuto per tanti giorni?
Precoce, pericolosa euforia. La tensione che aveva reso il Napoli concentrato e insidioso, autoritario e tempestivo, si dissolve creando disordine e ingiustificati errori, come il passaggio puerile di Aronica a Silva, l’uomo ovunque del Manchester che avvia una fortunosa azione in area conclusa da Balotelli nella porta spalancata. Un Napoli che abbassa il ritmo, perché? Mancini ha seminato inganni. In conferenza presenta Aguero. Nessuno immagina che non giochi. Un bluff, invece. Esclude proprio il genero di Maradona per abbinare Balotelli alla prima punta Dzeko. Ma non è questo a determinare il profilo tattico. Mancini si è avvalso del lusso. Aveva una scelta infinita. Fruga negli spogliatoi come una bella donna in un guardaroba da sogno. Può prendere chi vuole. Tira fuori gli elementi migliori, giusti per un nuovo centrocampo: massiccio e prudente, ma non remissivo. Davanti alla difesa, con gli esterni mobili Zabaleta e Kolarov, esibisce l’olandese De Jong, solido metodista ma un po’ all’antica e non Barry, quel giro di chiave in più per blindare la difesa. Eccessiva la prudenza di Mancini, si pentirà sostituendolo con Nasri, uno che gioca trenta metri più avanti a ridosso di Dzeko e Balotelli. Un’altra novità Milner, un mediano tenuto spesso nel buio degli scaffali di Manchester: deve scortare il temibile Yaya Touré e liberare David Silva, un genio tattico di scuola spagnola, sempre vario nei movimenti, inafferrabile, spunta repentino in ritagli liberi come gli scoiattoli dei cartoni animati. Il migliore del Manchester, che nel primo tempo trova proprio sulla trequarti Inler ancora dimesso e Gargano che corre troppo, sempre generoso talvolta illogico. Non dite che Hamsik sia ancora scosso dalla rapina a mano armata alla moglie, Hamsik schierato a destra crea poco nel primo tempo e non raddoppia su Maggio, lasciando crescere Kolarov. Si riprenderà, e con lui la squadra. A sinistra invece Lavezzi fila subito con Dossena. Le scintille di Lavezzi e Dossena anticipano le fiammate della ripresa.
Che è un’altra storia. E per la prima volta il congegno offensivo del Napoli esprime la sua potenza. Cavani al centro fulmineo nel raddoppio, Hamsik a destra e Lavezzi a sinistra, molto larghi, con gli esterni Maggio e Dossena meritano il vantaggio e esaltano negli spazi finalmente sgombri i valori che la Champions richiede ed ora riscontra anche nel Napoli. Il disperato finale del Manchester, con Balotelli più pericoloso e con l’irato Aguero subentrato allo stranito Dzeko, oscurato da Cannavaro, consegna l’italianissima difesa, con i superlativi De Sanctis e Campagnaro, all’amore di tifosi pazzi di paura e di felicità e al rispetto del calcio europeo. Piangono con Mazzarri, ha ragione, quante responsabilità si è preso quest’anno.
Quanto ha sofferto fino a stanotte.
FONTE: REPUBBLICA

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di Redazione
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