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INDEGNO DI QUESTE PIAZZE

Repubblica: "Mazzarri, roba da matti"!


Repubblica: 'Mazzarri, roba da matti'!
08/12/2011, 13:12

Il Napoli si prende la sua storica qualificazione con pazienza, vincendo alla distanza la propria paura più che l’avversario, mettendo in fuga i molti fantasmi che si portava dietro. Ed è impresa enorme, nel girone del Bayern e del Manchester City, due corazzate: gli italiani mandano a casa la sontuosa squadra dello sceicco e di Mancini, tirando una riga su investimenti ciclopici che non appartengono più al football moderno. Cose da nababbi. Una volta, si diceva, da ricchi scemi. Un solo neo: Mazzarri espulso dopo avere spintonato un avversario, roba da matti, indegna di queste piazze. È stata subito una partitaccia melmosa, piena di crepacci psicologici nei quali il Napoli è rimasto a lungo in bilico, proprio lì sull’orlo. All’inizio gli azzurri hanno avuto paura di osare, di ragionare. A loro capita, quando la posta è troppo grande oppure quando tocca costruire, non solo rispondere. Perché il Napoli è essenzialmente una magnifica macchina da contropiede. Si era vista più elettricità a Manchester e Monaco, dentro stadi terribili, ma il destino ha portato il Napoli a giocarsi tutto qui, nel piccolo “Madrigal” incastrato tra case e strade. Pessimo approccio e gran finale. L’attesa dell’evento e dell’impresa storica, cioè arrivare agli ottavi di Champions dopo 21 anni, è diventata il macigno in tasca dei giocatori, sgretolato solo alla distanza. Appesantiti dai doveri e dai timori, quelli del Napoli hanno mostrato un primo tempo esangue e pallido, con appena un paio di avvicinamenti veri alla porta avversaria: di Zuniga, un po’ pasticcione, e Hamsik, che al 40’ scocca un tiro che va fuori di pochissimo. Unica recriminazione, il possibile rigore non concesso al 17’ per una stoppata con la mano di Angel. Nel frattempo, il Villarreal aveva già colpito il palo esterno con Marco Ruben, neanche 9 minuti e già si rischia la pelle. Le idee sono rimaste annebbiate da una strana coltre mentale, diventata pieno marasma quando è arrivata la notizia più attesa e temuta, cioè il vantaggio del Manchester City sul Bayern: a quel punto, e da quel preciso momento, il Napoli si è sentito fuori dalla Champions, intrappolato nella boscaglia di un pareggio nefasto. La peggiore delle situazioni possibili, risolta alla lunga con carattere e abilità. Il segno del grave disagio psicologico del Napoli è il comportamento del suo allenatore, che al 55’ non trova di meglio che spintonare Nilmar con malagrazia, prima di una rimessa laterale, e l’arbitro giustamente lo caccia. Così si comporta un fragile allenatore di provincia, non il condottiero di una protagonista del calcio europeo. Il primo piano dei suoi occhi stravolti dalla tensione ne illustra i limiti: ci rifletta, per il futuro.
FONTE: MAURIZIO CROSETTI PER “REPUBBLICA”

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di Redazione
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