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BOCCIATI I 4 TENORI

Repubblica: "Mazzarri troppo spregiudicato"


Repubblica: 'Mazzarri troppo spregiudicato'
12/12/2011, 10:12

Hamsik mediano non era un colpo di follia. Mazzarri ha sentito il dovere di tentare, per almeno tre motivi. La scelta, che ha subito fondato un ampio partito di scettici, svelava l’esigenza di un modulo alternativo che consentisse al Napoli di giocare e vincere da protagonista, senza scommettere tutte le sue speranze sull’astuzia delle imboscate, sull’attesa, sulla ripartenza negli spazi larghi. Il Napoli ha scoperto in Pandev un fine rifinitore nella scia di Cavani e Lavezzi: perché inchiodarlo in panchina? C’era infine la curiosità di capire fino in fondo quanto valga il sempre enigmatico Hamsik, campione di discontinuità, una lampada che si accende e spegne come le luci dell’albero di Natale.
Un test interessante anche per la società che potrebbe valutare offerte finora astratte di mercato. Ma questo sarebbe stato il quarto e inconfessabile motivo. C’erano anche argomenti inversi. Almeno due. Hamsik non è un incontrista ma il suo pregio è segnare 12-13 gol a campionato giocando non sempre al massimo. La fase di interdizione gli riesce peggio e la svolge malvolentieri. Nei mondiali in Sudafrica, incastrato in un ordinario 4-4-2 dalla nazionale slovacca, Hamsik è stato poi una luce costante ma molto fioca. Pari e dispari, logica imponeva di provare la nuova formula, certo, ma nella ripresa, quando si abbassano i ritmi e si allargano le distanze.
Mazzarri non conosce mezze misure, un po’ come con il Chievo a Verona con i suoi chiacchierati turnover. Stanco del suo monotematico, speculativo ma vincente modulo ha preferito per una sera il brivido del tavolo verde e giocare d’azzardo. Avrà pensato: quale occasione migliore per un colpo di vita, se non ora a Novara, contro la penultima in classifica, con appena 10 punti, una zavorra di 7 sconfitte, 24 gol già presi? Annunciato il tema tattico, quindi. Il Napoli schiera però un opaco Cavani in avanti, male assistito da Lavezzi sulla sinistra, Pandev lucido in alcuni tagli in verticale, sbilanciato oltre la linea di palla, buona sua regola è stata disporsi invece con otto uomini compatti dietro. Il Novara raddoppia le barricate sapendo di dover resistere ad una massiccia aggressione. Sistema un trio centrale fisicamente ben munito con Centurioni, Ludi e Bellafiore. Fasce chiuse con Morganella a destra e Gemiti a sinistra. Sentinella davanti al bunker il serbo Ivan Stevanovic, prestato dall’Atalanta, sempre con un occhio a Pandev. Tutto il Novara ha un’altra cerniera con i centrocampisti Rigoni, Marianini e Mazzarani. Unica punta Raffaele Rubino, un barese di 33 anni, che a fine novembre ha segnato il primo gol in A dopo esservi riuscito in altre tre categorie. Uno che arriva da lontano. un capitano dover resistere ad una massiccia aggressione. Sistema un trio centrale fisicamente ben munito con Centurioni, Ludi e Bellafiore. Fasce chiuse con Garganella a destra e Gemiti a sinistra. Sentinella davanti al bunker il serbo Ivan Stevanovic, prestato dall’Atalanta, sempre con un occhio a Pandev. Tutto il Novara ha un’altra cerniera con i centrocampisti Rigoni, Marianini e Mazzarani. Unica punta Raffaele Rubino, un barese di 33 anni, che a fine novembre ha segnato il primo gol in A dopo esservi riuscito in altre tre categorie. Uno che arriva da lontano. Un capitano di grande generosità.
Contro una formazione pronta al sacrificio, raccolta nelle sue paure come nelle sue risorse, il Napoli si è lanciato in un cieco assalto, mai temendo il gol. Se l’è cercato con una barriera finita in pezzi, crollata per lo spavento del tiro di Radanovic, un colpo di cannone nel silenzio di 90 minuti. Solita reazione con Lavezzi di nuovo in primo piano, e Dzemaili che indovina un’altra bastonata, per evitare la sconfitta. Ma non le perplessità su una formula spregiudicata che va riprovata solo nei finali per una rimonta. Mai subito.
FONTE: REPUBBLICA

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di Redazione
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