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IL CONSIGLIO

Repubblica: "Napoli, applica la par condicio"


Repubblica: 'Napoli, applica la par condicio'
31/01/2012, 11:01

La par condicio calcistica è il segreto delle grandi squadre. Ogni avversario, a prescindere dal blasone, va affrontato allo stesso modo. Intensità, concentrazione e dosi massicce di cattiveria agonistica sono ingredienti necessari per mantenere un ritmo costante. Basta dare un’occhiata alla scorsa stagione del Napoli per rendersene conto: Lecce, Lazio e Juventus — giusto per citare qualche esempio — trattate senza alcuna differenza. Stavolta, invece, gli azzurri si esaltano solo nelle sfide di cartello. Questo è il motivo di un rendimento così altalenante: una grande impresa con l’Inter in Coppa e una figuraccia domenica a Marassi contro un Genoa volenteroso ma non irresistibile. È il leit motiv di un’annata dai due volti. Il Napoli è un Mr Hyde implacabile quando di fronte ha una big. I numeri non mentono mai: il bilancio contro le prime sei della classifica è eloquente, 11 punti nei confronti diretti.
Tre vittorie - Walter Mazzarri non vuole perdersi la doppia sfida di Champions League con il Chelsea. Il tecnico andrà personalmente a Nyon di fronte alla Commissione d’appello dell’Uefa per spiegare la spinta all’attaccante brasiliano Nilmar, durante Villarreal-Napoli dello scorso 7 dicembre. Il gesto gli è costato due giornate di squalifica: «Questa punizione mi sembra ingiusta — ha spiegato prima della gara con il Genoa —, i filmati dimostrano che Nilmar cercava di perdere tempo. Sono intervenuto per velocizzare la ripresa del gioco, poi non ho protestato e mi sono accomodato nuovamente in panchina». Mattia Grassani, legale della società azzurra, ha ricevuto ieri alle 17 le motivazioni del provvedimento disciplinare e sta ultimando il ricorso che sarà presentato tra oggi e domani. Il tecnico sarà convocato entro il 10-12 febbraio e spera di ottenere quanto meno la riduzione di un turno. Oggi, intanto, deciderà la formazione anti-Cesena. Fernandez dovrebbe sostituire il capitano (Milan, Inter e Udinese), due pareggi (quello rocambolesco conla Juve e Lazio) e solo una sconfitta (con la Roma). Il ruolino di marcia fa impallidire quello del Milan che, invece, ha fatto fatica contro rivali dal suo stesso lignaggio tecnico, tanto da rimediare soltanto un successo (con la Roma), due pari e ben tre scivoloni. I rossoneri, però, sono lassù a contendere lo scudetto alla Juventus. La spiegazione è semplice: l’orchestra di Allegri ha un rendimento costante con le piccole e non perde un colpo. Il Napoli, invece, stecca spesso e si trasforma nel timido e impacciato dottor Jekyll tanto da aver abbassato la media punti in campionato a 1,45.
Tutt’altro discorso in Champions League e in Coppa Italia, i palcoscenici che esaltano un gruppo che sta vivendo di fiammate. Cinque acuti, due pareggi e una sola battuta d’arresto (all’Allianz Arena con il Bayern Monaco) confermano che, se la posta in palio è alta, gli azzurri rispondono all’appello. Le alternative ai titolarissimi non sempre ci riescono. Fernandez, che avrà la sua occasione domani con il Cesena, e Fideleff sono parsi ancora acerbi, Donadel, cessione probabile, e Britos sono rimasti fuori parecchi mesi per infortunio. Il Napoli ha bisogno di loro.
FONTE: REPUBBLICA

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di Pietroalessio di Majo
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