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UN DIVARIO INCOLMABILE?

Repubblica: "Napoli e Bayern, la distanza è netta"


Repubblica: 'Napoli e Bayern, la distanza è netta'
04/11/2011, 10:11

E' finito all’alba uno strano viaggio. Bella da ricordare Monaco. Ma il coraggio di una squadra che lottando perde, la spedizione degli ottomila macchiata da qualche idiota e subito ripulita dal civismo di altri napoletani che saldano il conto dei furti, il penoso confronto tra gli stadi: sono questi i ricordi in chiaroscuro della più dura partita di Champions. Contro il formidabile Bayern. Visti i tedeschi, il Napoli non si illude di vincere il 19 maggio proprio all’Allianz la Coppa, ma l’altra sera ha dimostrato che non vi è arrivato per caso.
Nette le distanze tra i club, non è solo una questione tecnica. Il Bayern ha potenza aggressiva, i suoi giganti sono poderosi nel doppio mediano ma anche svegli, raffinati, cinici nella punta Gomez, nel terzetto che la sostiene. Tra Muller e il baffo del francese Ribery è infatti spuntato Kroos, ventunenne, trequartista dalle leve lunghe con fine intuito tattico, dà equilibrio in tutt’e due le fasi di gioco. Il Bayern riflette nel calcio europeo la sua nazione. La locomotiva tedesca dell’economia. Non insegue il lusso barocco delle sedi sociali spagnole né i folcloristici investimenti dei petrolieri russi e arabi in Inghilterra. È maestoso e concreto. Il Napoli può vantarsi: ha fatto soffrire la migliore espressione del calcio tedesco d’oggi. Vince con i conti in ordine e gli stadi pieni, peraltro moderni e comodi. Spende in ingaggi mai più del 55 per cento degli introiti, contro il 70-75 delle milanesi, il 45 dell’intero fatturato del Napoli. L’affluenza supera il 95 per cento della capienza dell’impianto con una media di 47.642 presenze a gara, contro i 42.904 in Italia. Per successo di pubblico la Bundesliga è terzo torneo al mondo dopo il football americano (Nfl) e il cricket indiano. Come dire: il Napoli ha sfidato, senza esserne travolto, una macchina perfetta. Ai tedeschi può invidiare la più fortunata ricerca di talenti e la miglior cura dei vivai. Kroos sembra un veterano, è del ‘90. Ribery, Muller e la punta Gomez giocano in campionato e Champions con rarissimi turni di riposo. Primato ampio nella Bundesliga e nel girone A di Coppa. Mai un calo di tensione. Discorso che porta dritto a Cavani e Hamsik, e ai turnover eccessivi, con perdita di punti. Una sindrome da Champions che obbliga ora il Napoli ad una veloce rincorsa per non compromettere il campionato e la prossima qualificazione europea. I valori emersi a Monaco, dopo Manchester, dovrebbero però rasserenare questa squadra che stenta a vincere nella normalità. Bravo Mazzarri che riesce spesso a motivarla, ma i club sono grandi se fanno della vittoria la routine. Hamsik è il dubbio più delicato. Noi incide sulla partita, costringe il Napoli a formazioni talvolta sbilanciate con tre attaccanti, due mediani e due esterni, solo tre difensori. A Monaco si è intanto liberato di un complesso: non è un reato la difesa a 4, se necessario. Napoli-Juve è il ritorno alle sfide antiche ma anche alle mestizie del San Paolo.
Monaco ha speso 340 milioni per il suo stadio, 300 stanziati dalla Dresdner Bank, si chiamerà Allianz per altri 24 anni, essendo la finanziaria lo sponsor per i primi trenta. Parcheggio per 9.800 auto e altri 20mila posti nelle vicinanze. È un attrattore turistico, visitato da 7 milioni di persone che han comprato di tutto. Per il San Paolo solo progetti, il Comune aspetta quello di Aurelio De Laurentiis che non paga il canone proprio per rinegoziare la convenzione e acquisire l’impianto, riconvertirlo in un lunapark di sport e tempo libero. Ma il discorso svanisce su un punto finora trascurato: il Napoli assumerà anche gli 80 lavoratori fissi del San Paolo? Ottanta. Dimenticate l’Allianz, rimane un sogno di mezzo autunno.
FONTE: REPUBBLICA

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di Redazione
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