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ORA SONO "TIEPIDI"

Repubblica: "Napoli, vinci e riaccendi i tifosi"


Repubblica: 'Napoli, vinci e riaccendi i tifosi'
25/01/2012, 11:01

Quanti? È il dubbio che turba il Napoli. Corre come un brivido tra le voci di dentro. Quanti verranno? Stasera è in ansia per due risultati. Per la prima volta dopo anni, il numero degli spettatori non ha solo rilievi statistici.
Non registra l’ennesimo record d’incasso, ma amore e disamore del pubblico dopo il settimo posto in classifica e la discussa tesi del suo allenatore. «Siamo settimi ed è normale. Io avevo detto all’inizio che l’anno scorso è stato straordinario. Non può essere così, sempre. La squadra è settima anche nella classifica degli ingaggi».
Gelide le riflessioni di Walter Mazzarri, tiepida potrebbe essere la reazione del pubblico. Stasera si saprà. Può riaccenderlo una vittoria, vale la semifinale di Coppa Italia, la prospettiva di una nuova conquista. La società, che ha investito altri 11 milioni per Vargas dopo la quarantina per potenziare in estate la squadra del terzo posto, osserva in silenzio. È la studiata serenità dei giorni critici.
Non è un caso: i programmi sono stati sospesi. Restyling del San Paolo, villaggio di Castel Volturno, operazioni commerciali per diffondere il marchio Napoli all’estero, la nuova rete televisiva “Napoli Channel”. In una primavera che manda le prime cinque in Europa, solo tre in Champions, il settimo posto è facile da spiegare per l’allenatore, ma difficile da accettare per società e pubblico. Hanno investito milioni e cuore.
La sfida senza replica, dentro o fuori, è il primo crocevia della stagione. Una ventata di ottimismo si leva ricordando le ultime partite: dopo le peggiori, il Napoli spesso accumula risorse e tensioni per risollevarsi d’impeto. Mazzarri non si è neanche presentato in sala stampa: dà il meglio di sé, quando si sente solo contro tutti. Lo descrivono così anche stavolta, una tigre pronta a saltare nei cerchi di fuoco.
Non avrà la squadra con ingaggi alti, ma chi in Italia ha dilemmi così spinosi? Escludere uno tra Cavani il bomber di sempre, Lavezzi il fantasista che con la prepotente allegria dei suoi dribbling apre varchi nelle difese più strette, Hamsik tecnico ed essenziale come un campione di tiro a segno, e soprattutto Pandev che nelle migliori condizioni di forma conta mesi, giorni, minuti in attesa di segnare a chi l’ha ceduto come vecchia berlina da rottamare.
Da stasera i destini del Napoli sono decisi dalle scelte tecniche: occorre il miglior Mazzarri per gestire una così ampia varietà di talenti. La difesa a 3, se confermata nella formula e nei nomi, subirà l’esame di Ranieri: l’impassibile nostromo di tutti i mari già pensa a un assetto che il Napoli tollera a fatica. Una sola punta (Milito o Pazzini) e Snejider tra le linee per attrarre Gargano. A centrocampo, rimane Dzemaili assistito magari da Hamsik, ma questa soluzione, tatticamente più corretta, rimanda Pandev in panchina accanto all’indecifrato Inler. Poche ore per riflettere: rivoluzionare il Napoli con difesa a 4 (magari un 4-2-3-1, Maggio terzino e senza Campagnaro) oppure cercare le parole giuste per escludere uno tra Pandev e Hamsik. Napoli si fida di Mazzarri, stasera è tutta con lui: a volte gli basta una sottile camicia bianca per entrare e uscire dalle bufere.
FONTE: REPUBBLICA

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di Redazione
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