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Riccardo esce a far spesa. La tavola è imbandita!


Riccardo esce a far spesa. La tavola è imbandita!
03/07/2010, 00:07

Tutto scritto su un post it. I soldi sono sul mobile basso all’ingresso, come sempre. Prima di uscire, bisogna prenderli entrambi. Serve a ricordarsi tutto, e non sbagliare gli acquisti. E un’altra giornata avrà inizio. Casa Napoli funziona così. C’è chi gestisce le finanze, chi ordina e chi esegue. E i ruoli vanno sempre rispettati, soprattutto nelle scelte di mercato. Chiedetelo a Pierpaolo Marino. Per spiegarci meglio, mettiamola in questo modo. Nella famiglia azzurra è papà Aurelio a gestire i soldi. Il padrone di casa vuole avere il meglio per i suoi, badando a non sperperare. Della casa, invece, si occupa zio Walter. Lui sa cosa c’è in frigo e nella dispensa. Cosa bisogna buttare, perché scaduto e non più utilizzabile, e cosa manca per portare in tavola un ricco pranzo. Insieme, Aurelio e Walter, fanno la lista della spesa. Il primo fissa i prezzi; il secondo scrive le caratteristiche dei prodotti. E il post it finisce delle mani del nipote, Riccardo, che ogni mattina ha il compito di uscire di casa per andare al mercato. La sua difficoltà sarà quella di provare a riciclare i prodotti scaduti e fuori uso. La sua libertà, sta nel poter scegliere i nuovi liberamente. Perché zio Walter lascia queste libertà. Inutile, pertanto, chiedersi cosa c’è scritto sulla lista della spesa. Ciò che si chiede è generico. Tre prodotti: un pomodoro, “maturo” per la difesa; un mediano parzialmente scremato; e, dulcis in fundo, un pezzo di carne pesante per l’attacco. Meglio che sia “carne argentina” in questo caso, o quantomeno sudamericana. Papà Aurelio ama i prodotti doc. Per il resto, la qualità della scelta sta al nipotino Riccardo. Può servirsi da qualsiasi fruttivendolo, salumiere o macellaio che preferisca. L’importante è che rientri nelle spese o, meglio ancora, porti il resto a casa. Perché in periodi tali bisogna stare attenti alle finanze. D’altronde, Casa Napoli non sarà un albergo a cinque stelle, ma non ci ha mai fatto morire di fame. Il piatto sulla tavola, papà Aurelio, lo ha sempre messo.

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di Salvatore Formisano
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