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Riccardo Russo è il nuovo campione della Yamaha R6 Cup


Riccardo Russo è il nuovo campione della Yamaha R6 Cup
18/10/2010, 17:10

Riccardo Russo è il nuovo volto della Campania che vince nell’avvincente mondo della velocità. Il diciottenne casertano del Moto Club Piccole Pesti, grazie al quarto posto conquistato nell’ultimo appuntamento del Mugello, è il neo campione della Yamaha R6 Cup, il più difficile campionato monomarca del mondo. Russo ha anche concluso in quinta posizione al Civ nella classe 600 Stock, risultato di tutto rispetto, poiché colto nell’anno dell’esordio: “E’ stato – dice il ragazzo di Aversa – un anno fantastico. Sia al Civ, sia nella R6 Cup, sono sempre sceso in pista con l’obiettivo di vincere, ma non pensavo di riuscirci al primo tentativo. Nella prova riservata a chi guida solo moto della casa dei tre diapason ho conquistato la pole. Alla partenza ero, però, molto teso, perché mi giocavo la stagione, ed era la prima volta in cui mi trovavo in una situazione simile. In gara, così, ho preferito non rischiare, anche se il passo che avevo mi permetteva di essere ancora più veloce. E’ stato difficile non farsi prendere dall’emozione, ma al traguardo il piazzamento colto mi ha permesso di chiudere con nove punti di vantaggio su Gianpietro Avanzi. Il successo è frutto anche del sacrificio dei ragazzi del team, ma soprattutto della mia famiglia, che mi ha permesso di vivere queste emozioni. E’ un sogno che si avvera, ma nel mio cassetto ideale altri ancora aspettano d’essere vissuti”. La stagione di Russo poteva addirittura concludersi con più trofei all’attivo, se non avesse peccato di inesperienza nella gestione della corsa in alcune gare: “Se – analizza con freddezza Russo – non avessi sbagliato a Monza e a Misano, dove non ho conquistato punti, la terza piazza del Civ sarebbe stata mia, ma va bene così. Ho vinto dove in passato grandi piloti come Massimo Roccoli e Marco Bussolotti hanno dettato legge. Spero mi sia di buon auspicio. Per il futuro posso solo dire che sarà europeo, e che punterò sempre in alto. Adesso, però, festa!

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di Alfredo Di Costanzo
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