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PUNITA POSIZIONE DI INLER

Rigore da ripetere, una scelta...svizzera!


Rigore da ripetere, una scelta...svizzera!
29/11/2011, 23:11

Finisce con un pirotecnico 3-3 la sfida del San Paolo tra Napoli e Juventus, con i bianconeri che rimontano due reti nella ripresa.
L'undici di Conte parte bene, mettendo un pizzico di soggezione agli azzurri, parsi come intimoriti davanti alla ritrovata verve della Vecchia Signora. Ma, prese le misure, il Napoli si scatena ed ecco che fioccano le occasioni da rete.
La prima, davvero colossale, capita ad Hamsik, grazie ad un rigore concesso per fallo di Pirlo sul Pocho Lavezzi. Lo slovacco trasforma dagli undici metri, ma l'arbitro, visto che Inler era entrato in area ed era arrivato ad un passo da Marek, fa ripetere la battuta. Hamsik, stavolta, spara alto.
Ma gli uomini di Mazzarri non si perdono d'animo e nel giro di 18', tra il 22' ed il 40', vanno sul 2-0. Prima ci pensa Hamsik, in tuffo di testa da pochi passi, dopo aver ricevuto casualmente palla da un colpo di testa di Bonucci, poi tocca a Pandev, che firma il raddoppio con un bel destro ad incrociare nell'angolino. Per quanto la palla arrivi al macedone per via di un rimpallo, va sottolineata la bravura dell'attaccante che, col piede meno buono, ha indovinato la conclusione vincente.
Nella ripresa, però, la musica cambia. In avvio, infatti, la Juve sembra subito più in palla, mentre il Napoli è sulle gambe: subisce, forse, un momento di rilassamento. I bianconeri ne approfittano e, al 3’, accorciano le distanze con Matri, bravo a battere d’interno destro, da distanza ravvicinata, l’incolpevole De Sanctis.
Ma, quando proprio sembra che gli azzurri stiano per mollare, arriva il 3-1 di Pandev, pescato tra due difensori ospiti in mezzo all’area e bravo ad agganciare la palla, a girarsi ed a battere Buffon col sinistro. Altro bel gol, davvero.
Il Napoli, però, sembra non averne più, mentre la Juve, favorita da un punto di vista atletico dalla quantità minore di impegni, corre fino alla fine. L’inevitabile conseguenza è la rimonta degli uomini di Conte, favorita anche da un pizzico di fortuna.
Al 72’ arriva il 2-3, con Estigarribia che, ricevuta palla grazie ad una spizzata di Matri, stoppa col mancino e si porta la palla sul destro, anticipando con un tocco di punta l’uscita di De Sanctis, con la palla che rotola lentamente in fondo al sacco. Bello il gol del paraguayano.
I ragazzi di Mazzarri non ne hanno più e la Juve trova clamorosamente il 3-3, grazie ad un incredibile “flipper” che Pepe, solo in mezzo a 5 azzurri, mette in atto coi difensori del Napoli, per poi battere con un interno a giro sul palo lontano il povero De Sanctis.
I partenopei non hanno energie per tentare il forcing finale e la partita, fatta eccezione per la bordata di fischi che “accoglie” Quagliarella al suo ritorno in campo da avversario nel finale di gara, non riserva altre emozioni.
Il 3-3 finale ha il sapore di una vittoria per la Juventus, ancora a più 9 in classifica sul Napoli. Gli azzurri, che pur hanno offerto una discreta prova, non possono certo accogliere con gioia questo pareggio.
In loro difesa va detto che la fotuna non ha certo strizzato l’occhio, sia per quanto concerne il gol di Pepe, davvero rocambolesco, che in occasione della decisione di far rirpetere il calcio di rigore di Hamsik per la posizione in area di Inler.
Una scelta che va considerata quantomeno d’una fiscalità “svizzera”. Chissà che l’arbitro, traviato dalle origini del giocatore del Napoli, non abbia deciso di “farlo sentire a casa”, punendone l’infrazione con un’intolleranza tutta elvetica per il non rispetto delle regole …

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di Pietroalessio di Majo
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